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giovedì, 18 Giugno 2026

C’è anche il Friuli al centro del nuovo progetto di agricoltura sostenibile voluto dal Papa

08.09.25 – 09.00 – C’è anche il Friuli al centro del nuovo progetto di agricoltura sostenibile voluto da Papa Francesco e inaugurato nei giorni scorsi nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo (Roma), residenza estiva dei papi. Nello scenario dei Castelli Romani è stata infatti messa a dimora la Vigna Laudato Si’, frutto della ricerca scientifica e della tradizione vitivinicola friulana.

Gli esperti dell’Università di Udine hanno curato la messa a dimora di cinque varietà di viti, tra cui il Refosco, capaci di resistere alle malattie e al freddo. Si tratta di barbatelle selezionate e sviluppate in collaborazione con i Vivai Cooperativi Rauscedo, l’Istituto di Genomica Applicata e le Bcc del Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo di realizzare un vino che non sarà destinato alla vendita ma che, nelle intenzioni, rappresenterà un simbolo di comunione nella diversità, nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità.

Il progetto, che si inserisce all’interno del Borgo Laudato Si’, nasce per tradurre in pratica i principi dell’enciclica di Papa Francesco sull’ecologia integrale. Alla cerimonia di inaugurazione, accompagnata anche dalle voci di Andrea e Matteo Bocelli, erano presenti numerosi esponenti friulani del mondo accademico ed economico: dal rettore dell’Università di Udine Roberto Pinton al suo successore Angelo Montanari, dal presidente del Consorzio Friuli Colli Orientali Filippo Butussi all’agronomo Francesco Degano, fino al presidente di Banca 360 Fvg, Luca Occhialini, che ha sostenuto l’iniziativa insieme al consigliere Germano Zorzettig.

Per il cardinale Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per lo sviluppo umano integrale, Castel Gandolfo è “il luogo ideale: i principi della Laudato si’ trovano davvero dimora in queste zone”. E l’anima del progetto porta una chiara impronta friulana, dalla ricerca scientifica alle competenze vitivinicole, dalla collaborazione delle banche di credito cooperativo al contributo dei vivai regionali. Un segno concreto di come il territorio sappia mettere a disposizione del mondo il proprio sapere e la propria tradizione agricola.

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