28.07.25 – 12.00 – È stato consegnato al maestro Giorgio Celiberti il Premio Pro Majano 2025, riconoscimento che ogni anno omaggia personalità o realtà di spicco legate al Friuli Venezia Giulia e capaci di distinguersi per il loro contributo alla cultura e all’identità del territorio. La cerimonia si è svolta nel contesto delle iniziative estive promosse dal Comune di Majano, alla presenza di autorità, rappresentanti del mondo culturale e numerosi cittadini.
Celiberti è stato premiato per il suo eccezionale apporto all’arte e alla memoria collettiva a livello nazionale ed anche internazionale. La sua lunga carriera lo ha visto attraversare linguaggi e materiali diversi – pittura, scultura, ceramica – riuscendo a raccontare con coerenza e intensità le ferite, le speranze e le trasformazioni del Novecento.
Nel consegnare il premio, il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia Mario Anzil ha sottolineato come Celiberti rappresenti per il Friuli “molto più di un artista: è un interprete profondo della nostra storia, un maestro che ha saputo imprimere nell’arte la memoria del Novecento con, al tempo stesso, una visione aperta, libera, capace di parlare al futuro”.
Il riconoscimento assegnato a Celiberti si inserisce pienamente nella missione del Premio Pro Majano, pensato per valorizzare chi ha saputo portare il Friuli Venezia Giulia nel mondo attraverso opere, idee, valori.
Chi è Giorgio Celiberti
Nato a Udine nel 1929, Giorgio Celiberti si forma accanto a grandi maestri come Emilio Vedova e, giovanissimo, partecipa alla Biennale di Venezia del 1948. Grazie a borse di studio, vive e lavora a Parigi, Bruxelles e Londra, città che contribuiscono ad arricchire la sua ricerca artistica.
È tra gli artisti italiani più presenti nelle principali rassegne nazionali: vanta cinque partecipazioni alla Quadriennale di Roma e numerose presenze alla Biennale di Venezia, tra cui quella del 2011, per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ha esposto in Europa, Giappone e Australia, ricevendo numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Sulmona nel 2003.
Le sue personali sono state ospitate in sedi prestigiose come il Palazzo dei Diamanti di Ferrara, il Grand Palais di Parigi, il Museo Ebraico di Venezia e il Museo nazionale di Ravenna. La sua arte, spesso intrisa di memoria storica e sensibilità etica, ha fatto della testimonianza un tratto distintivo.


