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lunedì, 26 Settembre 2022

A Udine disposte le procedure per l’accoglienza dei profughi

01.03.2022 – 07.10 – Udine e la sua provincia si stanno organizzando per accogliere il più possibile eventuali profughi. Tutti quelli che si fermeranno nel capoluogo friulano, dopo aver espletato le operazioni di identificazione in Questura, verranno accolti per cinque giorni nell’ex Caserma Cavarzerani per essere osservati in base agli attuali protocolli sanitari anti-Covid. In seguito, saranno rilasciati per essere destinati alle strutture di accoglienza sul territorio. Le procedure sono state discusse ieri mattina durante la riunione avvenuta in Prefettura a Udine, presieduta dal Viceprefetto, a cui hanno partecipato associazioni ed enti deputati all’accoglienza. Nonostante si stiano attendendo ulteriori disposizioni dal Governo, l’iter dovrebbe rimanere quello che si adotta per i richiedenti asilo. Un orientamento molto atteso anche dalla Caritas Diocesana di Udine. Il direttore Don Luigi Gloazzo si aspetta che lo Stato da parte sua orienti l’accoglienza in modo organizzato, mentre il terzo settore (volontariato) farà di tutto per adempiere al meglio a ciò che è di propria competenza. Oltre alla Caritas Diocesana sul territorio friulano si è già mossa la cooperativa sociale Aedis, che ha messo a disposizione del Comune di Udine una quarantina di posti. L’Aedis ha destinato due sedi, quella di Cavazzo e di Grions del Torre, due alberghi molto accoglienti cha hanno ricevuto diversi riconoscimenti per quanto riguarda l’alimentazione, e pertanto particolarmente adatti per profughi che hanno vissuto diversi giorni tra fame e stenti. Per il momento la decisione della cooperativa sociale, che è da tempo impegnata nell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati destinati soprattutto alle strutture di Udine, è quella cercare di non utilizzare le strutture in modo misto al fine di garantire maggiore agiatezza ai rifugiati.

Nel frattempo, il Prefetto di Trieste Annunziato Vardè ha convocato per mercoledì un tavolo regionale con tutti i Prefetti della regione e gli assessori regionali competenti per fare il punto della situazione. Anche il comune di Trieste si è reso disponibile ad ospitare bambini e donne in fuga. E’ stata mobilitata anche la Caritas triestina i cui responsabili si incontreranno con l’assessore alle Politiche Sociali già nella mattinata di oggi.

[l.f]

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