Il porto di Trieste sotto i riflettori, continua la protesta

15.10.2021 – 14.36 – Rimangono compatti i lavoratori portuali di Trieste. Il fronte del Clpt e i sostenitori del no al Green pass si sono presentati puntuali alle prime ore dell’alba in molo VII. Cori, fumogeni e oltre settemila persone stanno partecipando alla protesta. Nelle scorse ore il presidente dell’autorità portuale Zeno D’Agostino aveva espresso la propria contrarietà al blocco del porto, minacciando le dimissioni e individuando come responsabili della scelta proprio i lavoratori del Coordinamento e il portavoce, Stefano Puzzer. Trieste è sotto i riflettori: lo scalo giuliano è tra i più importanti in Italia, muovendo 2000 container, quasi mille camion e una trentina di treni. Ieri Confetra, la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica e i terminasti di Samer, avevano già rilevato il dirottamento del traffico Ro Ro proveniente dalla Turchia. In procinto di lasciare il Porto di Trieste anche il circus della Formula 1, che storicamente si serve del porto per la logistica in vista del GP di Turchia. Ora sta ponderando di giungere a Istanbul attraversando il porto francese di Sète, in Occitania, il secondo porto transalpino per importanza dopo quello di Marsiglia.

Un blocco quello di oggi che doveva essere totale, ma ieri sera il Coordinamento ha diramato una nota nella quale veniva garantito ai colleghi l’accesso al luogo di lavoro. “Se qualcuno vuole andare a lavorare vada – aveva dichiarato Puzzer – non blocco nessuno”. Questo per mantenere “la libertà di scelta delle persone di andare a lavorare oggi, domani, dopodomani, ogni giorno” aggiunge. I portuali chiedono risposte chiare da parte del governo, che però ha già fatto intendere di non voler cedere di un millimetro sulla certificazione verde. Le parole del presidente dell’Authority sono state interpretate dai portuali come un “attacco”, non solo al Coordinamento ma anche “personale, verso di me – chiarisce Puzzer – non siamo contro il nostro presidente lo abbiamo già detto. Lo abbiamo difeso quando è stato il momento di difenderlo ma lui ha comunque preso questa decisione. Il Green pass è stato deciso dal governo non da lui, ma non abbiamo più niente da dirgli” ha concluso.

[mb.r]