Dacia Arena di Udine, Honsell: che si completino le opere di riqualificazione

11.06.2021-08.23 – “Lo Stadio dell’Udinese a Udine è il simbolo monumentale di come possa essere efficace l’intesa pubblico-privato quando entrambi hanno come obbiettivo il prestigio di un territorio.
E nessun pronunciamento di chicchessia può togliere questo successo!
L’attuale amministrazione comunale di Udine, dovrebbe quindi adoperarsi per quanto le compete, affinché l’Udinese possa completare l’opera di riqualificazione delle zone ancora a grezzo sotto le gradinate, così come previsto dalla legge Delrio, e approvato nella conferenza di servizi.
Rattrista molto invece vedere che dopo aver rallentato tale processo senza motivazione, fino quasi a fermarlo, l’attuale amministrazione a fronte di un pronunciamento dell’ANAC, che di fatto sprona il Comune proprio a perfezionare tale iter burocratico, rischia invece che l’Udinese, esasperata, si trasferirsca altrove!
Se ciò avvenisse sarebbe un durissimo colpo al prestigio della città, che si dimostrerebbe incapace di ospitare una squadra di serie A, cosa che tutte le altre città di pari dimensioni non osano nemmeno sognare.
Sarebbe un pesante fallimento politico, sportivo, turistico ed economico.
La questione del nome dello stadio è una non-questione perché il nome non solo non è mutato, ma solo grazie alla ristrutturazione avvenuta nel 2015 adesso è scolpito nella pietra invece che solo sulla carta.”
“Intendiamo presentare in Consiglio Regionale una mozione che auspichi una ritrovata serenità sportiva a Udine nella soddisfazione di quanto è stato fatto e quanto ancora si può fare per portare alto nel mondo il nome del Friuli nel Calcio.
Faccio notare infine all’Assessore Gibelli che sceglie l’attacco personale, che la politica fatta di esposti e denunce come quella purtroppo praticata a Udine con i pessimi risultati che oggi sono stato gli occhi di tutti, è cosa ben diversa dalla franca e politicamente corretta richiesta di una Commissione Speciale o di inchiesta da me fatta in Commissione Sanità. Tale richiesta è atto politico trasparente legittimo e completamente all’interno delle doverose attività di Consiglio. La mia è la modalità della politica che vuole sapere e che vuole ragionare, ed è molto diversa da quella praticata dalla “politica degli esposti confusi” che mira invece solamente a sabotare.”