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martedì, 27 Settembre 2022

Treu e Spitaleri: dietro al record di contagi e di decessi in FVG esistono precise responsabilità politiche

29.03.2021-10.30 –L’accelerazione della mortalità e del decremento demografico registrata nel 2020 in Fvg è evidentemente legata ai decessi legati alla pandemia, che dall’inizio della seconda ondata mostrano un’incidenza praticamente doppia rispetto alla media nazionale, consegnando alla nostra regione un tristissimo primato”. Queste sono le considerazioni di Roberto Treu, segretario generale Spi Cgil Fvg.

“Di fronte a questa constatazione, nessuno può esimersi da un’attenta analisi delle cause di questa situazione. – prosegue Treu –  Ecco perché è doveroso ricordare e sottolineare gli errori che hanno segnato la gestione dell’emergenza sanitaria in questa regione: la decisione irresponsabile dell’assessore alla sanità di obbligare le case di riposo a tenere nelle strutture i malati Covid, con conseguente balzo dei contagi e dei decessi, che nelle strutture per anziani si attestavano su livelli molto elevati già nella prima ondata;  il mancato potenziamento dei servizi sanitari territoriali; il costante calo dei medici di famiglia e l’assenza di un programma per il loro reclutamento; il rinvio costante delle assunzioni in sanità, che ha penalizzato i servizi ospedalieri e provocato un aumento esponenziale delle liste d’attesa, con il conseguente peggioramento delle condizioni delle decine di migliaia di cittadini ammalati; la mancata programmazione, nell’estate scorsa, di misure adeguate a gestire la prevista seconda ondata, con il conseguente caos nei tracciamenti, nell’organizzazione dei servizi, nel recupero dei tempi delle liste di attesa; la gestione, da ultimo, delle vaccinazioni, per le quali sono  ancora da organizzare gran parte degli spazi e dei servizi. Fin dalla prima ondata, in sostanza, si è continuato a rincorrere l’evoluzione  dal virus, anziché programmare, organizzare e prevenire. Se il Friuli-Venezia Giulia è oggi la prima regione per contagi e morti (pressoché il doppio della media nazionale), ciò non può dipendere solo da un destino cinico e baro. Esistono invece fattori e dati oggettivi che comportano precise responsabilità politiche  e gestionali. Responsabilità che non possono essere sottaciute e minimizzate, per le conseguenze nefaste che hanno avuto sui cittadini di questa regione”.

Allo stesso modo, anche, Salvatore Spitaleri, membro della commissione Paritetica Stato-Fvg, si esprime in modo negativo nei confronti di Riccardi che sembra stia correndo una staffetta più che dirigersi verso una risoluzione dei problemi.

Non è una gara e il tema non è se siamo primi secondi o terzi in classifica, ma la drammatica conta dei contagi, dei ricoverati e dei morti. Questo dovrebbe preoccupare l’assessore, che dovrebbe chiedersi se la Giunta regionale ha fatto e sta facendo tutto quanto il dovuto. Al Governo e alla ministra Gelmini Riccardi deve chiedere, con onestà intellettuale, non la modifica dei criteri di computo, ma un aiuto delle strutture centrali dello Stato, perché è evidente la crisi dell’attuale gestione. I numeri in sé non sono malvagi, male è volerli confondere”. Lo afferma il membro della commissione Paritetica Stato-Fvg Salvatore Spitaleri, a proposito di quanto evidenziato alla ministra per le Autonomie Mariastella Gelmini dall’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, secondo il quale in Fvg vi sarebbero tanti contagi “a causa dell’alta sorveglianza” e in quanto “altrove fanno meno tamponi”.

L’errore più grave in questa fase – rileva Spitaleri – è assumere la posizione dello struzzo: la comunità regionale ha diritto di avere reale e compiuta informazione sia della situazione della pandemia, sia delle azioni di prevenzione e cura. Da chi governa – aggiunge l’esponente dem – ci aspettiamo che non si alimentino false aspettative per mere ragioni di consenso, ma si invitino tutti i cittadini a mantenere ogni cautela. Proteggendoci e proteggendo le persone care saremo veramente solidali con i medici e il personale sanitario che – conclude – è letteralmente in trincea”.

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