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sabato, 13 Agosto 2022

Provincia di Udine e Gorizia prossime alla zona arancione. Da lunedì ricomincia la Dad

Provincia di Udine e Gorizia le zone più a rischio.

03.03.2021-14.48 – Forte aumento dei contagi dovuto alla rapidità con cui si diffonde la variante inglese, rispetto a quella brasiliana e africana che ancora non sono arrivate in Friuli-Venezia Giulia. A differenza delle ondate precedenti, con questa variante l’aumento dei contagi è più repentino. Nonostante, qualche settimana fa sembrava che ci fosse un calo nel diffondersi del virus, nelle ultime due settimane il trend di contagio è salito drasticamente.

Questa situazione che si è aggravata del 60 per cento nell’ultima settimana  – dichiara questa mattina in video conferenza, Massimo Fedriga – in accordo con Riccardi e Rosolen, ci ha costretto a prendere, velocemente, ulteriori misure di restrizioni a livello regionale. L’Istituto Superiore della Sanità ci ha comunicato che il mese di marzo sarà il più critico, il picco dovrebbe verificarsi dopo metà marzo per andare in miglioramento diverso aprile. Il Governo ha deciso di rivedere i parametri a livello regionale, permettendo che si adeguino le misure a seconda delle specificità”.

In Friuli-Venezia Giulia in questo momento la situazione non è omogena. Le province di Trieste e Pordenone si mantengono al di sotto dei parametri di incidenza, mentre allarmanti sono le condizioni della provincia di Gorizia ed in particolar modo quella di Udine, in cui in pochi giorni si è passati da 353 contagi su 100.000 abitanti a 393. L’Associazione italiana degli epidemiologi ha comunicato che c’è un aumento più marcato nella popolazione giovanile che va tra gli 11 e i 18 anni, mentre nella popolazione più adulta rimane stabile il dato delle ondate precedenti che rileva una maggiore incidenza negli over 80. I focolai più importanti in cui si sviluppa il virus sono tre: la famiglia, il lavoro, la scuola. Per quanto riguarda la frequentazione di amici o le attività sportive i numeri non sono paragonabili agli altri tre focolai.

Da lunedì, misure di restrizioni complessive in tutta la regione per ciò che riguarda l’istruzione. Ripartirà la didattica a distanza per le scuole medie, le superiori e le università. Gli istituti rimarranno chiusi per due settimane mentre continueranno ad essere aperti asili ed elementari. Da venerdì, per i successivi quindici giorni, diventeranno zone arancioni le due province maggiormente colpite quella di Gorizia e Udine.

Come afferma Nassimo Fedriga, “la vera svolta si riuscirà a d avere quando la campagna vaccinale diventerà di massa come è avvenuto in Inghilterra. AstraZeneca che ha fornito i dati della somministrazione del vaccino in Scozia, si parla di milioni di persone vaccinate, ha comunicato che dopo la prima dose la copertura al contagio è del 70 per cento, per arrivare con la seconda somministrazione, dopo due settimane, ad un 82 per cento”.

“Si spera- conclude Fedriga – che il Governo cambi strategia della campagna vaccinale e punti a vaccinare tutti almeno con la prima dose, è fondamentale riuscire a vaccinare più persone possibili e il più velocemente possibile. Ad oggi la disponibilità del vaccino non solo è limitata, ma c’è anche bisogno di ampliare le professionalità che possano somministrare li vaccini. Il Friuli-Venezia Giulia farà scelte difficili, di cui mi prendo la responsabilità, ma non saremo più disponibili ad accettare la situazione se, il Governo, non cambierà la strategia  della campagna vaccinale. Non si può pensare che le restrizioni siano la soluzione. Se si perde l’occasione del miglioramento della stagione per i contagi, di vaccinare a livello massivo, torneremo a settembre con le stesse problematiche”.

 

 

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