29.06.26 – 11.00 – L’Università di Udine è in lutto per la scomparsa di Angelo Marzollo, tra i protagonisti della nascita dell’informatica nell’ateneo friulano e figura di riferimento della ricerca scientifica italiana. Aveva 89 anni.
Entrato all’Università di Udine nel 1979, Marzollo fu il primo direttore dell’Istituto di matematica, informatica e sistemistica, nato insieme al corso di laurea in Scienze dell’informazione, allora il quinto corso universitario di informatica attivato in Italia. L’anno successivo divenne il primo preside della neonata Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, contribuendo in modo determinante alla crescita dell’ateneo anche grazie all’arrivo di docenti di fama internazionale.
Il rettore Angelo Montanari ha ricordato il ruolo fondamentale svolto da Marzollo nello sviluppo dell’università friulana.
«Il contributo del professor Marzollo all’avvio delle scienze informatiche all’Università di Udine è stato assolutamente fondamentale – afferma Montanari –. Scienziato di profonda e vasta cultura, dai molteplici interessi e dotato di una grande curiosità intellettuale, è stato maestro per molti allievi poi diventati professori in Italia e all’estero. Era inoltre profondamente legato al Friuli, dove volle tornare a insegnare dopo il prestigioso incarico internazionale all’Unesco per promuovere scuole di matematica e informatica nei Paesi in via di sviluppo».
Nato a Venezia nel 1937, Marzollo studiò filosofia a Oxford e si laureò in Fisica all’Università di Padova. Dopo gli inizi accademici all’Università di Trieste, trascorse periodi di ricerca all’Università della California di Los Angeles e all’Università di Parigi VI.
Nel 1982 lasciò temporaneamente Udine per assumere un incarico all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco) di Parigi, dove coordinò progetti dedicati alla diffusione della matematica e dell’informatica nei Paesi in via di sviluppo. Il suo lavoro contribuì alla nascita di scuole specializzate in diversi Stati, tra cui Cile, Cuba, Egitto, Giordania, Yemen, Nigeria, Perù, Siria e Tunisia.
Rientrato all’Università di Udine nella prima metà degli anni Novanta, fino al pensionamento nel 2010 si dedicò anche all’insegnamento della comunicazione efficace, coinvolgendo numerosi professionisti.
Accanto all’attività accademica coltivò un profondo legame con Venezia, impegnandosi nella tutela della città lagunare attraverso studi, pubblicazioni e il recupero di imbarcazioni storiche.
Tra i numerosi incarichi ricoperti, nel 1969 partecipò anche alla fondazione del Centro internazionale di scienze meccaniche (Cism) di Udine, del quale fu vice segretario generale fino al 2013.


