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martedì, 7 Luglio 2026

“Non toccate i cuccioli di capriolo nei boschi e nei prati”: la raccomandazione ad escursionisti e agricoltori

08.05.26 – 11.00 – “Se mi vuoi bene, non mi toccare”. È il messaggio che il servizio di vigilanza di Federcaccia Udine rilancia anche quest’anno per invitare cittadini ed escursionisti a non avvicinare i cuccioli di capriolo e cervo nei mesi primaverili, periodo delle nascite.

Tra maggio e giugno, spiegano le guardie venatorie, può capitare di incontrare nei prati o nei boschi piccoli appena nati, immobili nell’erba alta e apparentemente soli. Una situazione che spesso induce le persone a intervenire, convinte di trovarsi di fronte a un animale abbandonato. In realtà, si tratta di un comportamento naturale studiato per proteggere i cuccioli dai predatori.

«Le femmine di capriolo partoriscono generalmente due piccoli – spiega Salvatore Salerno, coordinatore regionale del servizio di vigilanza Federcaccia –. Nei primi giorni di vita i cuccioli restano nascosti nell’erba alta mentre la madre si allontana solo temporaneamente per nutrirsi. In questa fase non devono essere toccati né spostati».

Federcaccia ricorda che i piccoli, nei primi giorni, sono quasi privi di odore. Anche per questo motivo la madre riesce a proteggerli più facilmente. Il contatto umano, invece, altera questo equilibrio: la femmina può non riconoscere più il cucciolo e abbandonarlo.

L’associazione richiama l’attenzione anche su episodi recenti avvenuti in provincia di Brescia, dove due piccoli di capriolo sono stati trovati morti dopo un probabile contatto con alcune persone. Un caso che ha spinto le autorità locali a rinnovare l’invito alla prudenza.

«Chi trova un cucciolo non deve raccoglierlo – prosegue Salerno – ma allontanarsi rapidamente lasciandolo dove si trova. Portarlo via significa compromettere la sua sopravvivenza e impedirgli di crescere in natura».

L’appello riguarda anche chi svolge attività agricole o falcia erba e fieno. Prima di iniziare i lavori, suggeriscono le guardie venatorie, è opportuno controllare soprattutto i bordi dei campi per verificare l’eventuale presenza di piccoli nascosti nell’erba. Se non è possibile rinviare le operazioni, gli animali possono essere spostati per pochi metri in una zona sicura, usando guanti strofinati su erba e terra per limitare la presenza di odori estranei.

Particolare attenzione viene richiesta anche ai proprietari di cani. Durante le passeggiate nei boschi o nei prati, gli animali devono restare al guinzaglio per evitare inseguimenti o contatti con la fauna selvatica.

Nel caso di cuccioli feriti o di animali che mostrano evidenti difficoltà, Federcaccia invita a non intervenire direttamente ma a contattare personale esperto. Per segnalazioni è possibile rivolgersi al numero verde del recupero fauna del Corpo forestale regionale, 800961969, oppure alla vigilanza Federcaccia al numero 331 3509109.

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