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giovedì, 18 Giugno 2026

Impianto eolico nelle Valli del Natisone, cresce l’opposizione politica e istituzionale

11.07.25 – 09.00 – Quattro aerogeneratori da 200 metri d’altezza, posizionati lungo il crinale del monte Craguenza tra Pulfero e Torreano, nei pressi di Cividale del Friuli. È questo il nucleo del progetto da 28 megawatt proposto dalla società milanese Ponente Green Power srl, che prevede un investimento di circa 65 milioni di euro e ha già avviato, dal 30 giugno 2025, la procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale (VIA). L’energia prodotta verrebbe accumulata nella zona industriale di Cividale, e l’impianto, secondo i proponenti, avrebbe una durata operativa di circa trent’anni.

L’iniziativa ha acceso un acceso dibattito pubblico e istituzionale, che coinvolge numerosi comuni del territorio, in particolare Pulfero, Cividale, Torreano, Moimacco e San Pietro al Natisone, oltre a diversi consiglieri regionali, esponenti di forze politiche e associazioni locali.

Il progetto interessa un’area collinare e boscosa di valore paesaggistico e naturalistico, attraversata dal Cammino Celeste e non distante dalle grotte di San Giovanni d’Antro, zone che richiamano ogni anno turisti, pellegrini ed escursionisti. Il timore più diffuso, condiviso da amministratori locali e cittadini, riguarda l’impatto paesaggistico e l’effetto sul turismo sostenibile, in un’area già fragile dal punto di vista socioeconomico.

Il sindaco di Pulfero, insieme ad altri amministratori della zona, ha già annunciato l’intenzione di presentare osservazioni formali, possibili entro 30 giorni dall’apertura del procedimento.

Il consigliere regionale Elia Miani (Lega) ha definito la proposta “uno scempio”, parlando di “un dispetto al territorio che rischia di danneggiare gli investimenti nel turismo”. Ha sottolineato come i piloni da 200 metri con basi di 60 metri per lato sarebbero installati in aree boscose di pregio, compromettendo il paesaggio e coinvolgendo anche altri comuni per il passaggio dei cavi.

Sulla stessa linea il consigliere Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), che parla di “ennesimo progetto di ecomostro” e accusa le normative energetiche di prestarsi a derive speculative. Honsell ringrazia anche le forze politiche e gli ambientalisti che hanno sollevato il tema, evitando – secondo lui – che l’iter procedesse “in modo silenzioso”.

Critica anche la consigliera Simona Liguori (Patto per l’Autonomia – Civica Fvg), che sottolinea la mancanza di trasparenza e di coinvolgimento dei territori. “Il paesaggio non è un bene secondario – osserva – ma parte dell’identità culturale e della qualità della vita delle comunità. La transizione ecologica non può diventare un’imposizione”.

Dal Movimento 5 Stelle, la consigliera Rosaria Capozzi si dice favorevole a un fronte comune, indipendente dalle appartenenze politiche, per impedire la realizzazione dell’impianto. Ricorda inoltre che il M5S aveva proposto, nel corso della recente legge regionale, di includere tali aree tra quelle non idonee, senza però ottenere riscontro. “Ora – dichiara – serve la determinazione dei cittadini, come già avvenuto nel caso dell’acciaieria in laguna”.

Durante una riunione della I Commissione integrata, l’assessore regionale all’ambiente Fabio Scoccimarro ha confermato la contrarietà della Regione al progetto, sostenendo che iniziative di questo tipo non possono essere accettate in territori di elevato valore paesaggistico.

Secondo i documenti pubblicati dalla Regione, l’area scelta è una delle poche zone del Friuli Venezia Giulia prive di vincoli ambientali stringenti e con un potenziale eolico sufficiente (velocità media del vento tra 4 e 6 m/s). Tuttavia, il procedimento VIA è ancora in fase preliminare e sono ancora aperte le osservazioni da parte di cittadini, associazioni e istituzioni locali.

 

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