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lunedì, 13 Luglio 2026

Sequestrata attività commerciale nell’Udinese, trovate 9 tonnellate di alimenti scaduti e deteriorati

27.05.26 – 14.00 – I Carabinieri del NAS e la Guardia di Finanza hanno sequestrato un’intera attività commerciale in zona udinese dopo il ritrovamento di circa nove tonnellate di alimenti in cattivo stato di conservazione, scaduti o alterati.

L’operazione è scattata al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Udine, nell’ambito di un procedimento penale a carico di persone gravemente indiziate, a vario titolo, di violazioni legate alla sicurezza alimentare e alla tutela della salute pubblica.

I controlli sono stati eseguiti dai militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri e del Guardia di Finanza di Udine, con il supporto dell’Arma territoriale di Udine e Gorizia.

Durante la perquisizione nella sede principale dell’attività commerciale, i militari hanno trovato circa 9 mila chilogrammi di alimenti in condizioni igienico-sanitarie definite gravemente compromesse. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, nei locali erano presenti prodotti vetusti, ossidati e conservati in modo incompatibile con la normativa vigente, destinati a essere riassemblati per ottenere alimenti all’apparenza freschi.

Sul posto è intervenuto anche il personale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, che ha confermato le criticità rilevate dal NAS e ha eseguito campionamenti su alimenti e materie prime. I campioni saranno sottoposti ad analisi di laboratorio per verificare eventuali contaminazioni e ulteriori rischi per la salute pubblica.

Le verifiche sono state poi estese ad altri magazzini riconducibili agli indagati. Anche in questi spazi gli investigatori hanno trovato materie prime in evidente stato di alterazione, con presenza di insetti e ratti e con termini minimi di conservazione superati da tempo.

Nel corso delle operazioni è stata sequestrata anche documentazione amministrativa e contabile. Gli accertamenti serviranno a ricostruire la filiera di approvvigionamento e distribuzione dei prodotti commercializzati. È stata inoltre avviata la segnalazione all’azienda sanitaria per il ritiro dei prodotti ancora presenti presso le attività clienti.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, dietro un’attività apparentemente regolare emergeva un sistema caratterizzato da gravi carenze igienico-sanitarie e modalità di gestione incompatibili con gli standard di sicurezza alimentare, con potenziali rischi per i consumatori.

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