20.01.26 – 11.00 – Dal 1° gennaio il servizio idrico in Friuli Venezia Giulia ha un nuovo assetto che interessa direttamente anche la provincia di Udine. È infatti diventata operativa la fusione per incorporazione tra CAFC SpA e Hydrogea SpA, approvata nell’ottobre scorso dalle rispettive assemblee dei soci, dando il via al più grande gestore regionale del Servizio Idrico Integrato a controllo pubblico.
Il nuovo soggetto opera nelle province di Udine e Pordenone e gestisce il servizio idrico in 154 comuni su 215 dell’intera regione. Nel complesso sono oltre 620mila gli abitanti serviti, con un impatto significativo anche per i territori friulani, dove CAFC è già da anni un punto di riferimento per la gestione della risorsa idrica.
L’operazione di aggregazione, durata quasi due anni, ha coinvolto numerosi attori del sistema regionale, a partire da AUSIR, l’Autorità unica regionale per il servizio idrico integrato e per la gestione dei rifiuti urbani, insieme ai sindaci, alle amministrazioni locali, alle istituzioni regionali e ai tecnici impegnati sul territorio. L’obiettivo è rafforzare la capacità di pianificazione e di investimento, che favorisce una gestione più coordinata e solida del servizio.
Secondo AUSIR, l’aggregazione rappresenta una prospettiva valida per rendere il settore più efficiente e stabile. Il presidente Andrea Delle Vedove parla di un «atto corale, condiviso dal territorio e dai suoi principali attori», che va nella direzione della semplificazione gestionale, di una maggiore interconnessione delle strutture e di una più efficace capacità progettuale e di investimento. Un modello che, secondo l’Autorità regionale, potrebbe essere seguito anche da altri gestori in-house presenti in Friuli Venezia Giulia.
Un gestore unico e strutturato consente infatti una gestione più efficiente e sostenibile della risorsa idrica, con una maggiore solidità finanziaria e una migliore capacità di affrontare le sfide ambientali e tecnologiche. Tra i benefici attesi vi sono anche il potenziamento delle infrastrutture, l’attivazione di economie di scala e il contenimento dei costi, con ricadute positive sulla qualità del servizio e sulle tariffe per cittadini e imprese.
Il presidente di CAFC SpA, Salvatore Benigno, sottolinea che il progetto industriale prevede tutele per il personale, investimenti costanti sui territori serviti per circa 60 milioni di euro all’anno e un’adeguata rappresentanza negli organi di governance. «Ora ci attende la fase operativa – afferma – con una completa integrazione organizzativa e l’armonizzazione di processi aziendali complessi, garantendo al contempo continuità nel servizio». Uno sguardo rivolto anche al futuro, con nuovi obiettivi di crescita che potrebbero includere, a partire dalle indicazioni dei soci, una possibile integrazione con il settore della gestione dei rifiuti urbani.


