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giovedì, 7 Luglio 2022

Lingue minoritarie: FVG portato ad esempio in Commissione UE

19.05.2022 – 07.30 – Nell’Unione Europea ci sono 60 lingue regionali o minoritarie, parlate da 40-50 milioni di persone. Alcune sono tutelate e riconosciute, altre rischiano l’estinzione. Il Network per la promozione delle diversità linguistiche (in sigla Npld), che ha celebrato ieri a Bruxelles la sua assemblea generale, si batte per salvarle, incoraggiando l’adozione di normative idonee a tutelare i diritti linguistici, scambiando buone pratiche e informazioni tra gli esperti del settore, richiedendo all’Unione Europea i fondi per progetti congiunti. All’importante summit ha partecipato anche la Presidenza del Consiglio regionale, invitata a Bruxelles in quanto il Friuli Venezia Giulia è dal luglio del 2014 uno dei membri a pieno titolo dell’organismo, dotato di poteri di voto all’interno del Network che nell’occasione ha rinnovato i suoi vertici, eleggendo alla massima carica Miguel Angel Sureda delle Isole Baleari e alla vicepresidenza l’irlandese Tríona Na Mhathuna.

Il massimo rappresentante dell’Assemblea legislativa ha sottolineato che la tutela delle minoranze etnico-culturali è un tema più che mai di attualità, perché solo il pieno esercizio dei diritti linguistici e la valorizzazione delle diverse culture può prevenire tensioni e conflitti come quelli che negli ultimi anni hanno investito numerosi Paesi europei, a cominciare dalla questione catalana in Spagna per finire con la drammatica guerra in Ucraina: va ricordato infatti che nel martoriato Donbass si fronteggiano da anni due diverse comunità etnico-linguistiche. Spegnere sul nascere questo tipo di scintille aiuterebbe a costruire ponti e relazioni tra le diverse componenti della popolazione. E in questo senso, ha rimarcato ancora la Presidenza, il Friuli Venezia Giulia – dove convivono da sempre i tre grandi rami culturali europei latino, slavo e germanico e dove si parlano diffusamente il friulano, lo sloveno e il tedesco – può essere portato ad esempio, visto che ogni lingua ha una sua legge regionale di tutela.

Inoltre per il friulano è stato adottato un Piano di politica linguistica presentato di recente alla terza Conferenza sulla lingua friulana, organizzata dalla Regione in collaborazione con l’agenzia Arlef, alla quale è stato affidato anche il ruolo operativo di supporto nelle attività del Npld. Il Piano di politica linguistica, ha ricordato ancora la Presidenza, destina in cinque anni 22 milioni di euro alla promozione della lingua in tutti i suoi aspetti. Ogni lingua e ogni cultura locale – ha concluso il massimo rappresentante dell’Assemblea legislativa Fvg – apre una finestra sulla ricchezza culturale e sociale e sulle potenzialità dell’Europa dei popoli e delle comunità nel panorama mondiale. Puntare sulle identità e sulle minoranze strutturate è dunque una buona strada per concretizzare il sogno di un’Europa meno egoista e più coesa e solidale, che possa svolgere il ruolo di attrice protagonista sulla scena internazionale.

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