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sabato, 10 Dicembre 2022

Minoranza, DDL 153: un mini-Por (Fesr) di serie B

23.02.2022 – 07.20 – “Un mini-Por autonomo di serie B” e una sorta di “borsellino milionario della Giunta dal quale attingere nell’ultimo anno del proprio mandato: il 2023”.
Serie perplessità, da parte dei relatori di minoranza, sui contenuti del disegno di legge 153 Crescita&Sviluppo. Perplessità legate non tanto alle ingenti risorse messe a disposizione, quanto alle modalità di assegnazione dei cospicui fondi disponibili.
“Una norma – così la ha definita Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) – che risulta vagamente futuribile per la parte finanziariamente più consistente e, per l’altra, un paracadute per eventuali criticità nella gestione dei fondi europei. Se da un lato va infatti valutato positivamente il fatto di prevedere ulteriori 20 milioni di euro per finanziare svariati progetti secondo modalità europee, lascia invece molto perplessi la genericità della destinazione di tali risorse”.
“In sede di Commissione – ha ricordato Honsell – ci è stato detto che i bandi verranno definiti con delibera di della Giunta solo quando sarà ultimata la negoziazione del Programma operativo regionale con la Commissione europea e, quindi, presumibilmente non prima del 2023. Poiché le risorse sono disponibili a valere su quest’anno finanziario, sarebbe opportuno impiegarle più proficuamente nei numerosi settori finora trascurati dalla
Giunta, senza aspettare di investirle in progetti scartati. Se davvero questa Giunta ha poche idee programmatiche, ma tante risorse disponibili da poter addirittura fare una provvista di ben 20 milioni di euro a favore di progetti generici, ma certamente già bocciati, sarebbe stato il caso di investirli più proficuamente e subito in progetti importanti”.
“Appare stupefacente – ha concluso l’esponente di Open Sinistra Fvg – vedere una Regione che attraversa un periodo tanto pingue nella disponibilità di risorse finanziarie al punto che, non sapendo dove investirle, decide di avviare un proprio mini-Por autonomo di serie B, rispetto a quello negoziato con la Ue.
Inoltre, una leggera preoccupazione desta anche l’articolo 2 che prevede un paracadute per coprire spese sostenute, ma non rendicontabili, nell’ambito di progetti europei: il concetto di ‘cause non imputabili al beneficiario’ è troppo generico e andrebbe precisato. In Commissione ci siamo astenuti e, se in Aula non verranno precisate le finalità con le quali saranno erogate le risorse, non potremo dare parere favorevole a questo borsellino milionario della Giunta”.
“Il ddl prevede un intervento finanziario significativo – ha esordito Roberto Cosolini (Pd), primo relatore di minoranza a intervenire – volto a sostenere progettualità strategiche regionali. L’articolo 1 prevede infatti lo stanziamento di 20 milioni di euro, già previste nella legge regionale di stabilità 2022. Una somma che verrà successivamente implementata con altri 10 milioni, come dichiarato dall’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli. Interventi definiti strategici dall’Amministrazione regionale, perché non rientrano nella chiara e condivisa progettualità che sostiene le azioni della programmazione 2021-27. Tuttavia, se i progetti strategici che verranno finanziati non dovessero rientrare nei 4 obiettivi di policy della prossima programmazione (un’Europa più intelligente, più verde, più connessa e più vicina ai cittadini) è doveroso interrogarsi sulla natura di questa scelta”.
“Di certo, sono risorse che rappresentano una novità, aggiuntive, senza legami con il Por Fesr e che nascono in una logica di fabbisogni. Inoltre, sono già chiaramente allocate – ha aggiunto il rappresentante del Partito democratico – come si evince dalle norme finanziarie che prevedono 10 milioni di euro stanziati sulla Missione 9, 4 milioni sulla 10, 3 milioni sulla 5 e 3 milioni sulla 1. Il fatto di sostenere progetti che non hanno nessuna attinenza con la progettualità del Por Fesr li rende non assimilabili al cosiddetto parco progetti, come previsto dal Piano aggiuntivo regionale e, pertanto, non rendicontabile all’interno del Programma”.
“La definizione stessa dei progetti strategici da finanziare attraverso delibera di Giunta, seppure previa consultazione della competente Commissione consiliare, richiede però, per evitare il rischio di azioni discrezionali, la conferma della procedura a bando. Abbiamo preso atto dell’affermazione dell’assessore – si è congedato Cosolini – che ha consentito che una nostra posizione critica mutasse in un’astensione: attendiamo anche in aula, però, la conferma di tale indispensabile procedura di garanzia. È stato definito un mini Por: si vuole dunque far passare l’attribuzione di queste cospicue risorse come un intervento orientato da criteri di obiettività e trasparenza in linea con i criteri comunitari ma, in realtà, diventa l’ennesima distribuzione di risorse. Le logiche sono legittime, ma è tutto da dimostrare come tali risorse consentano di centrare gli obiettivi che la programmazione europea offre a vantaggio del nostro territorio”.
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