Il supercalcolo contro il Covid: il ruolo di “Orfeo”, data center triestino

01.06.2021 – 09.00 – Un singolo, solitario container, dislocato nelle profondità di un grigio magazzino. Sulla sua superficie, un vivace colore blu e una scritta: Open Research Facility for Epigenomics and Others. In altre parole, dal sapore classicheggiante: Orfeo. Si tratta del nuovo data center dislocato a Trieste in Area Science Park: un sistema di calcolo a elevate prestazioni utilizzato dai ricercatori e dagli scienziati, specie nel campo della virologia.
BeanTech, azienda nota per la trasformazione digitale delle imprese, ha realizzato il nuovo sistema di calcolo, impiantando nel container gli armadi server, il sistema di raffreddamento, i gruppi di continuità (in caso di cali o salti di corrente) e la componentistica hardware. Tutto materiale DELL Technologies: massima qualità, massima assistenza.

Il nuovo data center permette così di completare la piattaforma di Genomica ed Epigenomica costituita anche da una serie di apparecchiature dedicate alle analisi di sequenze su DNA e RNA.
“Il data center, progettato prima della pandemia, è stato prontamente impiegato nella lotta al coronavirus” spiega Stefano Cozzini, Direttore dell’Istituto Ricerca e Tecnologie di Area Science Park.
“È stato infatti rapidamente espanso con specifiche schede di calcolo GPU, e nella sua parte storage così da poter essere utilizzato per stoccare e successivamente analizzare i dati provenienti dall’analisi dei campioni Sars-Cov-2 e delle sue varianti raccolti in Friuli Venezia Giulia“.

L’analisi dei dati genomici ha infatti bisogno di piattaforme dotate di una grande potenza di calcolo e un’elevata capacità di memoria.
“È stato sfidante, esaltante e certo non senza difficoltà affrontare un progetto così importante, in un momento storico, quello della pandemia, che ha indubbiamente elevato le complessità che alla fine ogni progetto HPC porta con sé. I sistemi di supercalcolo sono la frontiera tecnologica per quanto riguarda il calcolo computazionale, ed ogni sistema è a sé, ed esiste quasi sempre come una prima e spesso esclusiva installazione. La capacità di beanTech è stata quello di realizzare in modo organico e funzionale un sistema di calcolo integrato alla parte di Data center, utilizzando le migliori e ultime tecnologie hardware e di infrastruttura di player quali Dell Technologies, NVIDIA e Vertiv, integrando il tutto attraverso soluzioni software Open Source a garantire le performance, la flessibilità (ma anche la verticalità) e la scalabilità richiesta”, commenta Luca Degano, Sales & Marketing Director di beanTech.

Orfeo dispone oggi di più di 500 core e 2 mila terabyte di spazio disco utilizzabile, declinati in diversi tipi di tecnologie. Dal momento dell’entrata in servizio del data center i ritmi di impiego sono stati superiori a quelli standard tanto da raggiungere il 90% della capacità totale del periodo con oltre 2 milioni di calcolo da luglio a dicembre 2020.

Pensato in origine per rispondere all’esigenza della Genomica ed Epigenomica, grazie alla sua flessibilità e alle alte prestazioni del sistema di calcolo, Orfeo è impiegato anche nel campo della formazione.

“Il nostro data center è anche una palestra per giovani laureati e dottorandi che vogliano utilizzare per le loro ricerche strumentazioni innovative. La nostra infrastruttura è, infatti, aperta a chiunque voglia sperimentare e sviluppare progetti innovativi condivisi nell’ambito HPC, dai giovani ricercatori agli imprenditori. Può essere valido strumento per la ricerca industriale e, in particolare, per le pmi che possono così approcciarsi alle tecnologie e sperimentarne in prima persona l’utilizzo, nella logica del test before invest“, spiega Stefano Cozzini.

[z.s.]