Omnibus: ok Aula a norme su Centrale committenza e demanio marittimo

30.04.2021 – 08.15 – Il Consiglio regionale ha approvato un’altra tranche di articoli del ddl multisettoriale 130, quelli relativi a patrimonio e demanio, materie di competenza dell’assessore Sebastiano Callari. Le nuove norme vertono su ruolo e compiti della Centrale unica di committenza (Cuc) e sulla concessione dei beni marittimi. Ha suscitato dibattito l’emendamento proposto da Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia), che proponeva di inserire un passaggio in Commissione su un regolamento relativo al Cuc. Parere ritenuto inutile dalla Maggioranza e dall’assessore Callari, che ha richiamato la necessità di distinguere i ruoli tra esecutivo e legislativo osservando “che il Consiglio regionale ha già tutti gli strumenti per controllare l’attività della Giunta: sentire sempre la Commissione su questioni amministrative sarebbe un appesantimento. E qui si tratta di normare l’attività tra Cuc regionale e Cuc degli Edr, un aspetto chiaramente interno all’amministrazione”.

Non la pensa così Sergio Bolzonello (Pd): “Da sempre chi governa cerca di limitare i passaggi in commissione – ha ricordato – ma dovremmo uscire da questo clichè. Invito perciò il presidente Zanin e il governatore Fedriga a fissare una regola non scritta, un patto tra galantuomini e gentiluomini, stabilendo che su alcuni argomenti le commissioni vadano sempre sentite, a prescindere da chi si trovi alla guida della Regione in quel particolare momento”. Portato al voto, alla fine l’emendamento Moretuzzo è stato bocciato a maggioranza. E’ stato accolto invece l’emendamento di Furio Honsell (Open), a cui ha aggiunto la firma Mariagrazia Santoro (Pd), che chiedeva di prevedere l’intesa dei Comuni interessati in caso di delega a Promotour sulle concessioni demaniali marittime, richiamando la necessità di agire in modo concorde con l’ente locale. Il testo è stato approvato con una modifica lessicale richiesta da Callari “per evitare paletti e veti all’attività amministrativa”.

(c.s.) d.g.