Dramma Congo, il dolore di Trieste e Gorizia: “Come a Nassiriya”

22.02.2021 – 19.35 – Dopo il Friuli Venezia Giulia, anche le singole città della Regione hanno voluto esprimere il proprio cordoglio per la morte del giovanissimo ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci. A farsi portavoce del dolore nello specifico la città di Trieste che ogni anno, il 9 maggio, commemora il “Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo interno e internazionale” nella cornice del largo Caduti di Nassirija, al Ferdinandeo. Il sindaco Roberto Dipiazza ha espresso il dolore della città di Trieste per la perdita di queste due giovani vite: “Un vile e barbaro attacco ha stroncato le vite dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, che facevano parte di un convoglio internazionale. Alle loro famiglie, al Ministero degli Esteri e all’Arma del Carabinieri esprimo il mio profondo cordoglio e la più solidale vicinanza. Anche Trieste piange due servitori dello Stato, vittime innocenti di un vile agguato sul quale bisogna fare assoluta chiarezza”.

A sua volta commossa la città di Gorizia, nelle parole del sindaco Rodolfo Ziberna, che ha rimembrato “lo stesso dolore di 17 anni fa, quando, a Nassiriya, vennero assassinati, tre carabinieri del 13° Reggimento di stanza a Gorizia, lo stesso cui apparteneva, Vittorio Iacovacci, ucciso in Congo durante un attentato, insieme all’ambasciatore italiano, Luca Attanasio e all’autista del convoglio”.

Il sindaco, annunciando il lutto cittadino per il giorno dei funerali, esprime il cordoglio della comunità e la vicinanza alla famiglia ed alle donne e gli uomini dell’Arma dei Carabinieri, rappresentati anche da una sua lettera inviata anche al Comandante regionale ed al Comandante generale dell’Arma.
Si è sentito, già in mattinata, con il comandante del XIII Reggimento, il colonnello Saverio Celie, annunciando una sua visita in caserma per esprimere di persona il dolore della città.
“Vorrei che il sacrificio di chi, ogni giorno, rischia la propria vita per cercare di difendere la pace in paesi feriti dalla guerra non fosse vano, ma servisse per far crescere questo grande valore nelle giovani generazioni” sottolinea Ziberna “e accanto al dolore dobbiamo esprimere con forza il nostro orgoglio per questi servitori dello Stato che non temono di mettere a repentaglio le loro vite per salvare quelle di tante altre persone.
Parteciperò personalmente ai funerali, se le misure anti Covid-19 lo consentiranno e, in ogni caso, la Città sarà presente con una corona di fiori. Gorizia, conosce il significato profondo delle devastazioni di una guerra, devastazioni anche psicologiche ed emotive di cui ancora oggi porta le cicatrici, ma conosce anche la forza della speranza e della volontà di reagire che l’hanno spinta a partecipare alla costruzione di un nuovo futuro di pace. Uno sforzo premiato con la nomina a Capitale europea della cultura 2025 che oggi mi sento di dedicare a questi nostri ambasciatori di pace morti mentre cercavano di costruire un mondo migliore”.

[i.v.]