28.03.2025 – 16.00 – Il 2024 ha visto una crescita degli interventi del Soccorso Alpino e Speleologico in Friuli Venezia Giulia, con particolare rilevanza per le località montane della provincia di Udine. I numeri raccontano di un’attività intensa, con 424 missioni complessive in regione, uno dei dati più alti registrati nell’ultimo decennio. In aumento anche le chiamate al NUE112. I dati sugli interventi sono stati diffusi in una nota del Cnsas pubblicata il 28 marzo.
A emergere è il ruolo delle stazioni operative della provincia di Udine. In cima alla classifica degli interventi si trova la stazione di Udine/Gemona, con 91 missioni, seguita da Cave del Predil con 88. Anche Forni Avoltri ha registrato un numero significativo di operazioni, con 60 soccorsi effettuati. Gli interventi si sono concentrati soprattutto sulle montagne delle Alpi Carniche e Giulie, aree molto frequentate da escursionisti, sciatori e alpinisti.
L’escursionismo rimane l’attività più coinvolta negli incidenti, rappresentando oltre il 50% degli interventi. Una quota rilevante è legata a perdita di orientamento, ritardi o difficoltà fisiche, cause che nel loro insieme coprono il 33% delle operazioni di soccorso. Le cadute e le scivolate costituiscono invece il 28,4% dei casi. Questi dati evidenziano la necessità di una maggiore preparazione da parte di chi affronta la montagna, anche in percorsi considerati semplici.
Un fenomeno in crescita è quello del torrentismo, con un incremento delle missioni di soccorso fino al 4,4% del totale. La riscoperta di percorsi lungo forre e torrenti come il Rio Palâr e l’Orvenco, attira appassionati da tutta Europa, ma espone anche a rischi, soprattutto nei mesi estivi. Anche il parapendio, praticato soprattutto sul Monte Valinis e sul Monte Cuarnan, continua a essere monitorato: gli interventi di soccorso per questo sport hanno rappresentato il 3,1% del totale, con la maggior parte dei casi riguardanti piloti stranieri.
I dati rivelano inoltre un aumento degli interventi nelle aree prealpine, specialmente nella zona di Udine, che ha visto una crescita significativa delle operazioni rispetto a dieci anni fa.
Un elemento chiave del soccorso in Friuli Venezia Giulia è la specializzazione nella ricerca di dispersi: nel 2024 sono state soccorse in regione 66 persone, un numero in lieve calo rispetto agli anni precedenti ma sempre significativo.
Infine, anche se gli interventi speleologici restano sporadici, la regione si conferma un punto di riferimento in questo ambito. Il contributo dei soccorritori friulani è stato fondamentale in operazioni di rilievo internazionale, come il salvataggio dello speleologo in Turchia nel 2023 o l’intervento nell’Abisso Bueno Fonteno nel 2024.