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martedì, 29 Novembre 2022

Morandini (ProgFvg) a presentazione libro e film contro violenza di genere

24.11.2022 – 18.20 – Il dramma della violenza di genere, in particolare la brutale realtà delle violenze perpetrate ai danni delle persone più fragili, nelle immagini del cortometraggio “Uruguay” della regista e sceneggiatrice esordiente Andrea Simonella.

Si tratta di un film girato per larga parte in Friuli Venezia Giulia, tra Lignano Sabbiadoro, Udine e Villa Tissano, prodotto da Falco Produzioni con il sostegno di CrediFriuli, i Consorzi del prosciutto di San Daniele e per la tutela del formaggio Montasio e di diversi imprenditori friulani. La pellicola sarà protagonista dell’evento organizzato all’auditorium comunale di Reana del Rojale in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, domenica 27 novembre alle 18.30, un debutto per la pellicola dal momento che sarà la prima proiezione pubblica in regione. Lo annuncia, in una nota, il gruppo consiliare di Progetto Fvg/Ar.

Nel programma della serata anche la presentazione del libro “Ultimo appuntamento sul Tagliamento” di Daniele Paroni. Promotore dell’evento, assieme alla locale amministrazione comunale, il consigliere regionale Edy Morandini (Progetto Fvg/Ar), che ha affiancato la produzione del film sin dalla sua prima presentazione in Consiglio regionale nella primavera del 2021.

“Si tratta di un progetto che affronta una tematica necessaria di riflessione, anche a fronte dei purtroppo frequenti casi di cronaca. La tutela delle persone fragili deve essere obiettivo non solo della politica, ma della società intera“: così il consigliere Morandini spiega il suo impegno a supporto del progetto cinematografico.

Il cortometraggio, patrocinato dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e presentato a settembre nell’ambito degli eventi abbinati alla Mostra del Cinema di Venezia, premiato con diversi riconoscimenti, racconta la storia di Adele, giovane ragazza ricoverata in un reparto psichiatrico, abusata più volte da un infermiere, una verità che verrà a galla solo alcuni anni dopo.”Un film che vuole essere un monito, ma anche un messaggio di speranza per tutte le donne vittime di violenze – conclude Morandini – perché non siano prigioniere della paura”.
[c.s.]

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