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martedì, 29 Novembre 2022

Zanin a Premio Paravan ‘Pan esempio di senso del dovere’

23.11.2022 – 18.00 – Da Toni Capuozzo, giornalista scrittore che i territori li descrive calandosi nelle loro guerre e crisi, al tenente colonnello Stefano Vit, comandante della Pattuglia acrobatica nazionale, che i territori li sorvola dall’alto con il suo “pony” e con gli altri ragazzi della formazione. Il premio dedicato a Rinaldo Paravan, fortemente voluto nel 2018, a 10 anni dalla morte dell’ex sindaco del piccolo Comune udinese, tanto dall’amministrazione di Talmassons quanto dagli alpini di cui faceva parte e al quale ha contribuito in prima persona il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, ha trovato la sua seconda assegnazione.

Dietro la conduzione di Enzo Cattaruzzi, in un teatro polifunzionale gremito di talmassonesi, penne nere, piloti delle Frecce Tricolori nelle loro tute blu, volontari della Protezione civile, primi cittadini di municipalità contermini e lo stesso presidente Zanin, sono stati toccanti e personalissimi gli interventi di coloro che hanno ricordato la figura di Paravan, ricordi ai quali la figlia Cristina ha detto grazie a nome della famiglia.

Il sindaco Fabrizio Pitton ha parlato dell’eredità politica di Rinaldo Paravan, il cui padre, Primo, fu sindaco di Talmassons sino al 1960 e lui ne calcò le orme 30 anni dopo diventando anche presidente della sezione alpini di Udine e fondando, nel ’93, la sede locale della Protezione civile. “Fu un uomo lungimirante, amante della famiglia e della sua comunità, che cercò di avvicinare i ragazzi alla politica”, ha ricordato Pitton.

“Che volesse fortemente nuove leve in politica è vero, tant’è che se ho fatto parte dell’amministrazione talmassonese è proprio perché Rinaldo impose la presenza di candidati giovani”, ha ammesso il presidente Zanin, che ricorda sempre con orgoglio la sua crescita istituzionale a Talmassons.

Dell’ex collega ma prima di tutto mentore, Zanin ha parlato in termini di insegnante della responsabilità, figura visionaria che gettava il cuore oltre l’ostacolo – “proprio come fate voi, piloti delle Frecce” ha sottolineato -, un maestro a cui bastava l’esempio per saper insegnare, uomo di cultura e amante delle montagne, che gli ha trasmesso non solo il rispetto per la politica ma anche l’amore per l’alpinità. E che ha anche voluto che la storia di Talmassons restasse impressa per sempre nelle pagine di un libro, “un desiderio che esprime l’amore per la propria terra e che io oggi, da presidente dell’istituzione che più rappresenta i cittadini del Friuli Venezia Giulia, imito aprendo le porte alla sede consiliare regionale alle piccole case editrici e agli artisti locali, a tutti coloro che rappresentano ed esaltano i nostri territori”.

“Perché non serve cercare modelli e miti lontano da noi, li abbiamo qui e Rinaldo era uno di questi”, ha detto il presidente concludendo con una certezza: “Sono sicuro che incontrerò ancora i suoi occhi nel mio percorso di vita”.

Capuozzo ha raccontato delle sue esperienze con i conflitti nei Balcani e ha affermato che “nessuna guerra ha mai lasciato un mondo migliore di quello che ha trovato, perciò non ci si deve mai chiedere a cosa serva una guerra”. Riferendosi, poi, al riconoscimento del premio Paravan alle Frecce Tricolori, ha commentato che “il premio ora vola alto perché ha scelto persone che rappresentano e parlano di amore per la Patria, una parola che oggi sembra diventata scomoda e che neppure il presidente della Repubblica pronuncia più, dice Paese”. Per Capuozzo, inoltre, “il fatto che la Pan si trovi a Rivolto fa rendere i suoi piloti un po’ friulani. E dietro le figure che formano in cielo c’è sacrificio, volontà di farcela, ricerca della perfezione e affiatamento di gruppo, tutti valori che si trovano anche negli alpini, perché da solo non vai da nessuna parte”.

Dal comandante Vit sono, quindi, giunte parole di stima e ringraziamento per coloro che hanno pensato di premiare la Pam come portavoce dei valori incarnati in Rinaldo Paravan e nelle penne nere, e si è detto contento che, finalmente, dopo lo stop obbligato causa pandemia (“noi siamo dei generatori di assembramenti, quindi non potevamo esibirci”, ha scherzato) l’attività della pattuglia sia ricominciata appieno. “Quest’anno abbiamo avuto circa 25mila spettatori, per il 2023 cercheremo di fare ancora meglio perché l’Aeronautica militare festeggia 100 anni e il piano è ambizioso e ci vedrà impegnati in tutte le Regioni d’Italia, con uno spettacolo aereo oppure un sorvolo”, ha assicurato.
[c.s.]

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