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sabato, 10 Dicembre 2022

Centis (Citt) su reintegro medici non vaccinati “Cosa farà Fvg?”

05.11.2022 – 18.45 – Sul tema della carenza di personale in sanità e del possibile reintegro in servizio di medici e infermieri non vaccinati se n’è occupato in più occasioni anche il consigliere regionale dei Cittadini, Tiziano Centis, che in merito ha presentato di recente una nuova interrogazione alla quale la Giunta Fedriga sarà chiamata rispondere in Aula la prossima settimana.

“Qualche giorno fa – spiega Centis in una nta – il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che prevede, tra le altre cose, il reintegro in servizio del personale sanitario, sospeso per inadempienza dell’obbligo vaccinale, prima del termine di scadenza della sospensione fissato al 31 dicembre. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha dichiarato alla stampa che la decisione è stata presa per far fronte al problema della carenza di personale sanitario e che saranno le singole direzioni sanitarie regionali a decidere dove i medici reintegrati andranno a lavorare”.

“In risposta – fa sapere ancota Centis – la Puglia ha annunciato che manterrà la legge regionale che prevede l’obbligo vaccinale anche contro il Covid per gli operatori sanitari, mentre la Campania ha inviato ai direttori generali della Aziende sanitarie locali e delle Aziende ospedaliere una direttiva, a firma del presidente Vincenzo De Luca, con la quale si fa obbligo di definire l’impiego del personale sanitario non vaccinato tutelando la salute dei pazienti e degli operatori vaccinati”.

Ecco che il consigliere di Centrosinistra si pone la domanda su “cosa accadrà in Friuli Venezia Giulia. Ho chiesto alla Giunta – conclude Centis – quale posizione intenda prendere in merito alla questione e se il reintegro, una volta avvenuto, sia sufficiente a coprire la mancanza di personale nelle Aziende sanitarie. È questa la vera emergenza che va affrontata: servono urgenti politiche regionali per venire incontro alle esigenze dei professionisti della sanità, oggi più che mai sotto organico. Non solo chi è arrivato alla meritata pensione, ma ci sono sempre più dimissioni volontarie verso la sanità privata. Si guadagna meglio e si lavora più tranquilli. La Regione dovrebbe fare politiche raggio-traenti con aumenti in busta paga e altre strategie”.
[c.s.]

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