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martedì, 29 Novembre 2022

Con l’aumento dei generi alimentari peggiora la qualità del vitto dell’Arma

15.10.2022 – 12.00In un recente articolo del suo Centro Studi Politici ed Economici, Unarma ASC ha affrontato il problema del controvalore dei pasti per i Carabinieri.
“Gli aumenti dei prezzi dei generi alimentari si ripercuotono negativamente sulla qualità del vitto dei carabinieri. Per prassi i contratti per il servizio di catering e le convenzioni con gli esercizi di ristorazione presenti nel territorio nazionale si stipulano prima che inizi l’anno e pertanto non sono coerenti con l’attuale aumento dell’inflazione… Per onorare gli accordi presi e garantirsi comunque il giusto livello di redditività i ristoratori sono costretti ad abbassare la qualità dei prodotti che utilizzano determinando un peggioramento delle pietanze da servire ai carabinieri. Anche per la gestione diretta di ristorazione gli importi previsti, visto l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, non sono più idonei a garantire un pasto dignitoso.”

“In questi giorni è giunta al Comando Compagnia Carabinieri di Palmanova da parte del Comando Legione Carabinieri FVG la domanda di rinnovo, al medesimo corrispettivo dell’anno precedente, del servizio di mensa offerto in convenzione da un ristoratore locale.” Conitinua nella nota Unarma ASC.
Il ristoratore ha già fatto presente che a causa dell’aumento dei costi delle materie prime e delle forniture non potrà rinnovare la convenzione al prezzo indicato nella proposta con la conseguenza che, in assenza di una sostanziale rideterminazione del corrispettivo che tenga conto degli aumenti anzidetti, la convenzione non potrà essere rinnovata.
Per risolvere la problematica, in assenza di una risposta che preveda gli aumenti richiesti, al fine di mantenere il servizio in convenzione, che altrimenti il 31/12/2022 cesserà di esistere, si spera che non venga ad alcuno in mente l’idea di far pagare la differenza direttamente al personale che usufruisce del servizio.” Rimarca il sindacato.

“Il Comando Compagnia Carabinieri di Tolmezzo ha già ricevuto dal ristoratore che offre il servizio mensa in convenzione la disdetta del servizio per il prossimo anno qualora non venga accettato un prezzo superiore per ogni pasto. Anche in questo caso l’aumento è sostanziale. Sembrerebbe che per risolvere il problema si stia pensando di stipulare un contratto di servizio catering con la medesima ditta che offre lo stesso servizio al vicino ospedale, portando gli stessi pasti ed agli stessi orari anche ai carabinieri.”

Inoltre secondo le testimonianze raccolte da Unarma ASC: “Da moltissimi iscritti in servizio presso le Stazioni Carabinieri ove è ancora aperto il punto cottura, giungono sempre le medesime lamentele, secondo le quali, a causa dell’aumento dei costi dei generi alimentari, non si riesce ad acquistare beni che garantiscano un pasto congruo ai carabinieri in servizio, dovendo questi ultimi integrare quotidianamente con somme di danaro personali.  Anche per le mense il problema non cambia in quanto sono giunte segnalazioni circa la scarsa qualità delle pietanze offerte ai carabinieri; la mensa del provinciale di Trieste da alcuni giorni ha addirittura interrotto il servizio per il secondo ordinario, proponendo ancora il fatidico “sacchetto”.

“La pubblicazione N-29 recita: “il militare deve essere messo nelle condizioni di fruire di un pasto completo … in modo agevole e decoroso …”. Se il Comando Generale crede veramente in quello che scrive – sottolinea il sindacato -, e non lo fa solo per “sistemare” la pratica, perché continuare a proporre soluzioni fantasiose che, guarda caso, producono sempre un danno al carabiniere e quindi malessere diffuso e non, invece, cercare soluzioni più idonee?”

E conclude: “Secondo l’indagine del Centro Studi, con la quale questa segreteria è d’accordo, si ritiene che il controvalore del pasto andrebbe indicizzato e tarato sulla base dell’inflazione in modo da garantire uno standard alimentare costante ai militari della Benemerita. In tale ottica dovrebbe essere rivisto l’attuale regime del TAG prevedendo l’erogazione di buoni pasto spendibili ovunque (per il catering, per le convenzioni, per la gestione diretta). Inoltre, considerato il problema delle commissioni sui buoni pasto cartacei, si chiede che si inizi a prevedere la possibilità di erogare buoni pasto direttamente in busta paga. Siamo consapevoli che le rivoluzioni non si fanno in un giorno, pertanto, essendo il problema imminente per i carabinieri, nell’attesa di una visione più lungimirante del TAG, si chiede di prevedere soluzioni che permettano di riesumare i buoni pasto cartacei, già pagati dall’amministrazione, presenti in ogni cassaforte dei comandi Compagnia e superiori, pulirli dalla muffa ed impiegarli per integrare le anacronistiche, ridicole ed irrisorie somme previste per i servizi catering o in convenzione e per la gestione diretta, prima che si raggiunga la data di scadenza e quindi prima che si aggiunga il danno alla beffa.”

l.l

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