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martedì, 29 Novembre 2022

Ok V commissione a imposta locale immobili in sostituzione dell’Imu

11.10.2022 – 17.10 – In attesa dell’approvazione della I Commissione consiliare che ne ha la competenza, il disegno di legge 174 sull’istituzione dell’imposta locale sugli immobili, che dal 1 gennaio 2023 sostituirà l’imposta municipale propria (Imu), ha registrato il parere favorevole a maggioranza della V Commissione presieduta da Diego Bernardis (Lega).

L’assessore regionale alle Attività produttive, Pierpaolo Roberti, ha riassunto i 22 articoli del provvedimento che va a modificare le previsioni della legge nazionale 160/2019, così come ha fatto non più tardi di ieri appunto in I Commissione.

L’esponente della Giunta ha, così, parlato in termini di “percorso che va seguito per verificare gli effetti sul territorio” e ha detto delle nuove percentuali previste in particolare per i fabbricati diversi dall’abitazione principale, del regolamento per l’imposta di cui i Comuni saranno chiamati a dotarsi sulla base di uno schema che la Regione sta predisponendo per loro e, non ultimo, dei 92 milioni di euro che saranno garantiti allo Stato e relativa neutralità finanziaria 2023, incluse le rassicurazioni in merito date ai sindaci.

Prima dell’espressione dell’esame, alcune perplessità sono giunte dai consiglieri delle Opposizioni, che pure hanno riconosciuto l’importanza del provvedimento.

Franco Iacop (Pd) ha chiesto, tra l’altro, dell’extra gettito rispetto a quella che si presenta come una regionalizzazione dell’imposta, della neutralità dell’esercizio finanziario 2023 e della necessaria coerenza tra le mappe in possesso della Regione e quelle in possesso dei Comuni, parlando di un perfezionamento di fatto della ricognizione catastale degli immobili sul territorio, ma allora perché opporsi a una medesima operazione che a suo tempo aveva voluto lo Stato.

“Il ddl è fatto in maggioranza di tecnicismi, solo una limitata percentuale è scelta politica e si riferisce a decisioni sulle aliquote (quali e quanto) e sulla divisione in macro categorie (che non c’erano e le abbiamo inventate)”, ha detto Roberti aggiungendo che “in Friuli Venezia Giulia, l’extra gettito non esiste più dal 2020, è stato chiuso con il 2019 con un accordo sui prelievi con i Comuni. Per i controlli sulle mappe, ci sono censimenti non sempre aggiornati specie dei capannoni ma non ci possiamo sostituire alle amministrazioni locali, possiamo invece aiutarle fornendo loro i dati in nostro possesso”.

Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha definito “strano l’aver scelto di porre in legge una cifra secca con i 92 mln allo Stato, meglio sarebbe stato prevedere un rimando a un calco per ricostruire l’importo”, passando poi alla questione “dei contenziosi che si sono aperti sugli edifici di pertinenza dei luoghi di culto o sono semplicemente di appartenenza della parrocchia”. “La cifra è fissata in legge perché, finché non ci sarà un diverso accordo con lo Stato, non è modificabile”, gli ha ribadito Roberti, mentre sui luoghi di culto “è mantenuto quanto previsto dalla normativa nazionale ed è un problema che si presenta anche per le attività svolte dalle Onlus, che non devono essere commerciali per non incappare nella disciplina degli aiuti di Stato”.

Mauro Di Bert (Progetto Fvg/Ar) ha auspicato che “si garantiscano ai Comuni direttive chiare e dettagliate della direzione regionale in merito alle modalità operative, affinché non si registrino manovre diverse da parte dei singoli ragionieri comunali, che poi magari risultano sbagliate. Inoltre sarebbe bene fissare periodicamente il valore venale degli immobili: che
sia la Regione a dire con quale periodicità e a stabilire qual è l’organo competente”. “E’ una valutazione che possiamo fare tranquillamente, ma le esigenze del territorio al momento sono differenti”, gli ha risposto l’assessore dopo aver anche reso noto che intende “investire fortemente nella formazione degli uffici tributi dei nostri Comuni”.

Dopo aver chiarito ad Antonio Lippolis (FdI) che la Regione ha una competenza primaria in questo campo rispetto allo Stato, specie a partire dal 2023, Roberti ha ripreso il discorso della determinazione del valore venale delle aree prefabbricate con Giuseppe Nicoli (FI), che temendo valutazioni differenti tra gli uffici tecnici dei Comuni, ha suggerito che “non ci si limiti a una formazione degli uffici che saranno preposti all’operazione estimativa, ma si faccia riferimento agli Ordini professionali per un supporto tecnico nelle perizie”. “Si tratta di un elemento utile – ha quindi ammesso Roberti -, valutiamo se inserirlo in norma o nella direttiva ai Comuni”.

E dello stesso tenore l’intervento di Lorenzo Tosolini (Lega), che ha citato la propria esperienza personale quanto all’istituzione, “da parte del suo Comune, di una commissione
formata da professionisti locali che sulla base delle variazioni di mercato stabiliscono i valori dei beni”, poi certo il personale va istruito. A suo dire, infine, l’abuso edilizio in Fvg è quasi inesistente, mentre “per gli edifici sfitti, bisogna tener conto se sono in una località urbana o periferica”.

L’esame complessivo del provvedimento è previsto in I Commissione per martedì 18 ottobre, alle 14; in apertura di lavori, saranno ascoltate le opinioni di Consiglio delle autonomie locali (Cal), Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) e Associazione nazionale certificatori e revisori degli enti locali (Ancrel).
[c.s.]

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