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martedì, 29 Novembre 2022

Tutti i segni della crisi in una tazzina di caffè

04.10.2022 – 16.36Costo dei trasporti, delle materie prime, euro svalutato e adesso caro energia sono il motivo per cui quella tazzina di caffè, cara a quasi ognuno di noi, che prima si poteva degustare tranquillamente al bar per 1 euro e dieci è ormai diventata un sogno. Oggi costa 1 euro e venti e non è da escludere che nel giro di pochissimo tempo si arriverà all’euro e cinquanta. Un calcolo davanti al quale, di fronte al lievitare dei prezzi del caffè in modo insostenibile, prima degli esercenti hanno dovuto arrendersi i torrefattori. La crisi è iniziata ben prima di quella energetica e del gas, che sono solo la punta dell’iceberg di una escalation che, a partire dall’anno scorso, ha visto aumentare materie prime, trasporti e imballaggi. Se nell’ottobre del 2020 il costo dell’arabica era di 103 centesimi di dollaro a libbra oggi costa più del doppio, ovvero 215 centesimi di dollaro. Situazione non migliore nell’ambito del logistica. Prima della pandemia noleggiare un container dall’Asia fino a Trieste costava 600 dollari, oggi ne costa 8000. Ma sull’ago della bilancia a concorrere alla possibile chiusura di piccole torrefazioni, che forse non riusciranno a superare l’inverno, è anche la situazione dell’euro in questo momento debole rispetto al dollaro e con poco poter d’acquisto. Tutte le materie prime alimentari e non sono quotate in borsa, e le borse quotate in dollari, sta diventando pertanto impossibile acquistare ad ottimi prezzi con un euro così basso.

[l.f]

 

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