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sabato, 24 Settembre 2022

Primi casi di West Nile in Fvg: le rassicurazioni di Brusaferro

09.08.2022 – 12.30 – “Tutti i sistemi sono allertati sul tema del virus West Nile, a cominciare dal Centro nazionale sangue e dai vari centri che sul territorio si occupano della raccolta di sangue. I controlli sono capillari e continui”. A dirlo è il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. “Proprio grazie al lavoro svolto da queste strutture – ha aggiunto – è possibile continuare a garantire la disponibilità di sangue a quella fascia di popolazione che ne ha bisogno”.
I primi casi di West Nile emersi in regione, proprio grazie agli accertamenti effettuati sulle sacche di sangue di donatori nel Pordenonese e nell’area udinese, conferma l’efficacia del sistema di controllo messo in campo dalla sanità nazionale e regionale. “Il direttore del Centro nazionale sangue, Vincenzo De Angelis, proviene dal Friuli Venezia Giulia, e questo rappresenta un riconoscimento per quanto si è fatto e si continua a fare in questo ambito nella nostra regione – ha ricordato Brusaferro -. La donazione è parte integrante di questa terra, e come tale va valorizzata e tramandata. I donatori di oggi devono avere la forza e la capacità di trasmettere la cultura del dono alle nuove generazioni. In gioco non c’è solo l’importanza del dono, ma il senso di una comunità, l’attenzione verso gli altri”.

Un contesto nel quale, a detta di Brusaferro, oltre al sistema sanitario, un ruolo determinante lo svolgono i singoli cittadini, le associazioni, le istituzioni, le imprese. “A livello nazionale l’esperienza della nostra regione nel campo del volontariato – ha chiarito – è guardata con attenzione e riconosciuta, in quanto l’attenzione del singolo si fonda con quella della comunità”. Il presidente dell’Istituto superiore di sanità ha parlato di «valore sociale» riferendosi al dono del sangue: “La pandemia ci ha insegnato l’importanza di quanto il nostro agire individuale può influenzare la salute della comunità in cui viviamo. Si crea un’influenza reciproca, che trova una delle massime espressioni nel gesto di chi dona il sangue. Un’azione virtuosa che diventa un esempio”.

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