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giovedì, 18 Agosto 2022

L’allarme dei sindacati: “La sanità regionale è al collasso”

31.07.2022 – 09.20 – I sindacati hanno lanciato un grido di allarme sulla situazione in cui si trova la sanità regionale. “Il peggio può arrivare nei prossimi mesi se non ci saranno assunzioni consistenti e immediate”, hanno detto ritrovandosi davanti alla sede legale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, in via Pozzuolo. Presenti la Fp Cgil, la Cisl Fp, il Nursind e la Fials. “In questo momento si è scelto di scaricare su chi è in prima linea la gestione della pandemia. La situazione attuale è drammatica”, ha detto Massimo Vidotto della Cisl Fp. Gli ha fatto eco Francesco Telaro della Fials: “Quello che sta avvenendo è frutto di un’errata programmazione dei fabbisogni di personale, nonché di un’incapacità di organizzarsi dopo la prima ondata di Covid”. Per Giuseppe Pennino della Cisl Fp la sanità regionale è di fronte a una tempesta perfetta: “Tra ferie, contagiati, personale sospeso e dimissioni, con la conseguenza che tutto il carico di lavoro viene scaricato su chi resta in servizio”.

Tra le proposte che fanno le sigle sindacali, pronte a proclamare uno stato di agitazione, c’è quella di dare un sostegno di tipo economico a chi è rimasto a lavorare in AsuFc: “Bisogna incentivare chi è rimasto in azienda, utilizzando i risparmi ottenuti con i licenziamenti degli ultimi anni e con il personale mancante, per convincere le persone a restare nella sanità pubblica e a non trasferirsi in quella privata”, ha detto Afrim Caslii del Nursind.
Critico anche Andrea Traunero della Cgil: “Quello che sta avvenendo sta portando il sistema al collasso, e non si capisce dove l’Azienda voglia andare a parare. Da un lato sceglie la strada delle bolle, causando un incremento dei contagi, e dall’altro riapre i reparti Covid. Serve una maggiore condivisione delle scelte, anche perché andando avanti di questo passo non potranno più essere garantiti i servizi essenziali”.

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