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lunedì, 15 Agosto 2022

“Le Dieu du carnage” si trasforma in “Maçalizi”: prima assoluta al Mittelfest

La versione friulana della commedia di Yasmina Reza andrà in scena il 29 e 30 luglio, frutto della collaborazione fra Mittelfest, CSS e ARLeF

27.07.2022 – 12.18 – Per “Maçalizi” sarà una prima assoluta quella in programma a Mittelfest il 29 luglio, alle 19 e alle 21.30, e nuovamente il 30 luglio agli stessi orari. Tratto dalla commedia della drammaturga Yasmina Reza, e poi resa celebre nel 2011 dal film “Carnage” di Polanski, “Il dio del massacro” racconta del confronto/scontro tra due famiglie all’interno di un contesto borghese. In occasione della XXXI edizione della rassegna cividalese, “Le Dieu du carnage” (questo il titolo originale) diviene “Maçalizi” con la traduzione in lingua friulana di William Cisilino e Michele Calligaris. Lo spettacolo è frutto della collaborazione fra Agenzia Regionale per la Lingua Friulana ARLeF, CSS Teatro stabile di innovazione FVG e Mittelfest2022.
Nella cornice del Chiostro di San Francesco (dentro la Chiesa di San Francesco, in caso di maltempo) Fabiano Fantini, Massimo Somaglino, Aida Talliente e Rita Maffei – anche regista a quattro mani con Fabrizio Arcuri – racconteranno di quello che doveva essere un appuntamento rappacificatore e che invece si trasformerà in uno scontro esplosivo. La dinamica di tensione crescente sarà evidente anche nelle parole: all’inizio l’italiano nasconderà i sentimenti più autentici e profondi, che invece emergeranno, con forza dirompente, via via, grazie al friulano, la lingua degli stati d’animo e istinti più autentici. Il politically correct, assieme alle buone maniere, la tolleranza, il rispetto dei punti di vista e la moralità, lascerà spazio al “dio del massacro” che può annidarsi dentro ogni essere umano.

«La lingua friulana emerge con tutta la sua forza e in tutta la sua espressività in questa commedia – ha sottolineato il presidente dell’ARLeF, Eros Cisilino -. Il friulano affiora inizialmente come un soffio leggero e liberatorio, per poi decollare in una roboante affermazione dei sentimenti dei protagonisti. La commedia evidenzia uno degli aspetti più significativi della nostra lingua madre, ovvero la inadattabilità al mascheramento dietro le arguzie lessicali proprie di altri idiomi. In altre parole, il friulano è sì la lingua del cuore, ma soprattutto della verità, per quanto questa possa fendere con crudezza».

«Maçalizi: – dichiara Alberto Bevilacqua, Presidente CSS Teatro stabile di innovazione del FVG – segna una nuova avvincente tappa di uno specifico percorso di produzione teatrale del CSS che fa riferimento alla cultura e lingua friulana, iniziato ormai più di trent’anni fa. In questo cammino abbiamo da una parte consolidato un costante rapporto con il teatro popolare e di capillare diffusione territoriale che si realizza tramite il lavoro della compagnia Teatro Incerto – partner stabile in questa linea di azione culturale – dall’altra abbiamo avuto occasione di connetterlo con culture, lingue, autori, attori, registi, artisti e istituzioni culturali anche di territori altri. L’intento è sempre stato quello di usare la lingua per la necessità che tale patrimonio – artistico, culturale, politico – porta con sé, contribuendo a renderlo vivo e disponibile a tutti gli artisti e a tutti i pubblici».

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