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lunedì, 15 Agosto 2022

Marco Landi a Confindustria Udine: i quattro pilastri dell’innovazione artificiale

20.07.2022 – 07.20 – “Per essere competitivi abbiamo bisogno di liberare tempo e risorse umane per destinarle a produzioni a maggior valore aggiunto, sicuramente meglio remunerate. E proprio qui sta il punto: nella maggiore consapevolezza che abbiamo delle potenzialità delle tecnologie di Artificial intelligence per ottenere un vantaggio competitivo, grazie al supporto delle decisioni strategiche e per rendere più efficienti le operations”. Lo ha sottolineato, ieri mattina, a palazzo Torriani, la vicepresidente degli industriali friulani Anna Mareschi Danieli, aprendo l’evento “Confindustria Udine incontra” con l’ingegner Marco Landi, presidente di Institut EuropIa, nonché manager con una vasta esperienza internazionale e unico italiano ad aver rivestito il ruolo di presidente della Apple a Cupertino, dove entrò nel 1993 per diventare poi nel 1997-98 Chief Operating Officer.

Relativamente al tema specifico dell’incontro, la “Transizione digitale e intelligenza artificiale per la competitività delle imprese”, Mareschi Danieli ha osservato che, “se fino a dieci anni fa le barriere all’introduzione delle imprese erano legate alla mancanza di strumentazione, o di capacità analitiche inadeguate, il tema oggi non è più tecnologico, ma principalmente culturale e di competenze specifiche. Secondo gli esperti, oggi il 70% dell’effort relativo a un progetto AI è per il ridisegno dei processi, il 10% alla scrittura degli algoritmi e solo il 10% alla parte tecnologica”.
“Con i fattori abilitanti oggi presenti – ha proseguito la vicepresidente -, le organizzazioni stanno iniziando a capire in che modo l’AI possa moltiplicare il valore per l’azienda: l‘automazione riduce i costi e conferisce nuovi livelli di coerenza, velocità e scalabilità ai processi aziendali.  Ancora più interessante, tuttavia, è la capacità dell’AI di favorire la crescita. Le aziende che scalano l’uso dell’AI registrano un ritorno sugli investimenti in questa tecnologia tre volte superiore rispetto a quelle ancora bloccate nella fase pilota”.

Del resto, l’Intelligenza Artificiale sta conducendo una forte trasformazione in ogni settore. Entro il 2030, si stimano 13 trilioni di dollari di crescita del PIL ad opera di questa tecnologia. Secondo i dati dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, il mercato dell’Intelligenza artificiale in Italia è cresciuto del +27% nel 2021, raggiungendo quota 380 milioni di euro, un valore raddoppiato in appena due anni, per il 76% commissionato da imprese italiane (290 milioni di euro), per il restante 24% come export di progetti (90 milioni di euro).
Tra i principali i vantaggi che si riescono ad ottenere attraverso l’Intelligenza artificiale, Mareschi Danieli ha citato: risparmiare tempo e denaro, fornire previsioni accurate, ridurre l’errore, migliorare l’esperienza del cliente”.
“Se questo è il quadro, nostro compito è quello di diffondere conoscenza e favorire l’implementazione delle nuove tecnologie. Per questo – ha concluso -, non da oggi, insistiamo con iniziative dedicate all’adozione dell’AI nei processi aziendali”.

Dal canto suo, Marco Landi ha dapprima raccontato il suo percorso professionale partito da una piccola cittadina della Toscana, Chianciano Terme, ma – ha sottolineato – “avendo ben radicati dentro di me i valori dell’umanesimo. All’Università di Bologna il professore mi assegnò, nel 1962, una tesi sul digitale, la prima mai realizzata in Italia visto che nessuno, a quel tempo, sapeva che cosa fosse il digitale. Da lì in poi ho cavalcato l’onda”. Lasciata la Apple nelle ottime mani di Steve Jobs, Landi, a partire dagli Anni duemila, si è occupato delle start up perché si è detto fermamente convinto che “in Italia abbondino i giovani di talento, ma che non esista un sistema capace di aiutarli e supportarli. Il sistema non ha ancora capito che le start up sarebbero la punta di diamante per un effettivo cambiamento tecnologico. Non sono riuscito a far fare questo salto culturale in Italia, ci sono riuscito invece in Francia, in Costa Azzurra, dove, tra l’altro, ho creato il World Artificial Intelligence Cannes Festival”.

Per il presidente di EuropIa Institute l’intelligenza artificiale ci obbligherà a rivedere il nostro assetto sociale e produttivo. “Saremo sempre noi uomini ad avere il controllo delle macchine. Queste ci sostituiranno nei lavori più noiosi e ripetitivi, limitando in parte i posti di lavoro umani, ma liberando risorse per altri impieghi a più alto valore aggiunto. L’intelligenza artificiale genererà molta ricchezza e sarà fondamentale definire i modi per redistribuirla”.
Landi si è poi soffermato sui quattro pilastri che sono necessari per sviluppare il territorio attraverso l’innovazione artificiale. Il primo, irrinunciabile, è quello legato alla formazione dei talenti con corsi universitari specifici e con un acculturamento di base che deve partire sin dalle scuole medie. Servono poi un’attività di ricerca orientata sulle nuove tecnologie e l’applicazione della ricerca fuori dai laboratori, ovvero portandola alle imprese, alle start up, agli spin off. Indispensabile, infine, gli investimenti.

A proposito di quest’ultimo aspetto Landi non ha nascosto i ritardi di un’Europa che arriva ancora impreparata alla sfida con i grandi competitor mondiali quali Usa e Cina, che hanno investito ciascuna in IA almeno 20miliardi di euro. L’Europa, tutta assieme e sparpagliata, non arriva a 6miliardi. Non c’è un leader che possa trainare gli altri. Quindi, non c’è davvero più tempo da perdere”.
Landi ha altresì evidenziato le opportunità e le ricadute positive che l’intelligenza artificiale può avere per un territorio così proiettato alle nuove tecnologie come quello del Friuli Venezia Giulia, regione “strong innovator” in cui operano università, centri di ricerca, DIH e alcune imprese di eccellenza a livello internazionale. L’esempio viene dalla Francia dove, tra le città francesi di Nizza e di Cannes, è stato realizzato il parco tecnologico Sophia Antipolis, che si estende per circa 2.300 ettari, in gran parte nel Comune di Valbonne.  Vi lavorano 3mila ricercatori, sono insediate 2.500 imprese e sono stati creati 40mila posti di lavoro. Alla base c’è una visione lungimirante con una strategia di sviluppo del territorio delle Alpi Marittime utilizzando proprio l’IA.

Si diceva dell’importanza della formazione: in chiusura il figlio Giovanni Landi ha illustrato il progetto ‘PedagogIa” che ha l’obiettivo di iniziare il management delle imprese all’Intelligenza artificiale. “Il progetto – ha spiegato – ha l’ambizione di trattare l’IA non come una disciplina tecnologica, bensì come una materia umanistica al fine di poter raggiungere qualsiasi platea, adattandosi agli interlocutori e ai fruitori dei corsi stessi, che siano gli studenti delle scuole medie, delle superiori, degli ITS e delle università oppure gli appartenenti alle categorie professionali”.

 

 

 

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