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mercoledì, 10 Agosto 2022

Covid e violenza domestica: l’analisi del Crpo, UniUd e Confindustria Udine

01.07.2022 – 08.00 – “Le difficoltà incontrate durante la pandemia per l’applicazione dello smart working, strumento che invece di conciliare vita e lavoro si è tavlolta trasformato in in motivo di stress per l’impossibilità di gestire varie situazioni simultaneamente, e l’aumento dei casi di violenza di genere tra le mure domestiche con l’impossibilità, in diversi casi, di chiedere aiuto, sono due aspetti della ricerca che meritano attenti approfondimenti e l’individuazione di possibili soluzioni”. È quanto ha rilevato il presidente del consiglio regionalePiero Mauro Zanin, intervenendo a Palazzo Belgrado di Udine alla presentazione della ricerca, promossa dalla Commissione regionale pari opportunità del Fvg (Crpo), dedicata all’impatto della pandemia da Covid 19 sulla salute, gli stili di vita e sul benessere delle persone che vivono, studiano e lavorano in Fvg.

L’elaborato, realizzato in collaborazione con Università degli Studi di Udine e Confindustria Udine, è basato su un questionario sottoposto a 841 persone, di cui 611 (72,65%) femmine e 230 (27,35%) maschi, che ha analizzato come le disposizioni restrittive abbiano influito pesantemente sullo stile di vita di ciascuno di noi, modificandone le abitudine. “Uno studio innovativo, primo del suo genere in Italia – ha sottolineato la presidente della CrpoDusy Marcolin – che ha appurato come, una fetta della popolazione della nostra regione, è risultata resiliente, manifestando la forza necessaria per contenere gli effetti della pandemia. Una ricerca che si è focalizzata per lo più su un pubblico adulto, con un lavoro dipendente e un livello culturale medio/alto e che, proprio per questo, cercheremo di replicare coinvolgendo una fascia di pubblico più giovane e di sesso maschile”.

Dalla rilevazione sono emersi diversi aspetti, dalla tenuta del sistema regionale sanitario su cui si è soffermato il vicegovernatore Fvg con delega alla SaluteRiccardo Riccardi, a come i livelli di stress siano stati molto diversi tra uomini e donne, con una maggiore propensione di queste ultime a manifestare stati di ansia e malessere generale: 50.34% delle donne contro il 37.44% degli uomini. Un altro argomento analizzato nel dettaglio è stato proprio quello della conciliazione tra vita privata e quella lavorativa con il quesito relativo allo smart working che è stato poco considerato dalla maggioranza del campione: il 74.2% non ha voluto esprimere un giudizio. Tuttavia, è da sottolineare che il 14.74% ha espresso un generale apprezzamento per tale modalità di svolgimento della prestazione, di cui il 9.87% ne ha dato una valutazione pienamente positiva, mentre solo l’1.19% ne ha dato una valutazione negativa.

Il quesito concernente la convivenza durante l’emergenza mette in luce il fatto che la maggioranza del campione (84,9%) non viveva da single e come, nonostante i periodi di convivenza forzata, ci sia stata una generale stabilità dei rapporti all’interno dell’ambito domestico (53,63%) con un grado di coesione rimasto invariato (59,1%). Ha rilevato, però, anche alcuni casi di violenza domestica: per gli uomini non ci sono stati episodi, mentre tra le donne emergono 7 casi e solo 3 donne hanno dichiarato di aver potuto chiedere aiuto. Anche se, è stato rilevato, da un punto di vista meramente statistico questo rappresenta appena l’1,19%, è comunque un dato importante che deve far riflettere.

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