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sabato, 21 Maggio 2022

La lotta contro la crisi energetica parte dalle Comunità Energetiche Rinnovabili

14.05.2022 – 07:20 – Si è tenuto ieri il convegno sulle Comunità Energetiche Rinnovabili presentato a inizio mese. Un tema caldo di questi tempi e che lo diventerà sempre di più in futuro, considerando l’esplosione dei prezzi dei combustibili fossili e le limitazioni che le sanzioni contro la Russia imporranno all’importazione degli stessi nei prossimi mesi. Seppur in scala ridotta, la costituzione di piccole comunità energetiche autosufficienti e indipendenti può costituire una tessera nel complicato puzzle della gestione di risorse che l’aumento dei costi renderà sempre più preziose. Ecco dunque che il tema dell’indipendenza energetica attraverso un uso consapevole e trasparente delle fonti rinnovabili disponibili sul territorio diventa centrale. Il progetto infatti, come ha sottolineato l’Assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli, rappresenta un’occasione e un’urgenza per tutta la regione. Investire oggi in soluzioni green ridurrà i costi e i problemi di approvvigionamento energetico domani.

Il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, ha ricordato che attraverso il Decreto Energia il Governo ha messo a disposizione dei fondi per abbattere i costi delle amministrazioni per gas e luce. Il Comune di Udine riceverà a tale scopo circa 340mila euro. È inoltre stato elaborato un piano per lo spegnimento di 1494 punti luce che dovrebbe portare a un risparmio stimato in quasi 80mila euro.

A tal proposito Fontanini aveva commentato: “Stiamo cercando di correre ai ripari e fronteggiare dei rincari che si sono abbattuti violentemente su famiglie, imprese e istituzioni. Come avevamo anticipato, le singole amministrazioni locali hanno un margine di intervento ridotto: serviva un provvedimento del governo centrale. Servivano, soprattutto, risorse. Risulta evidente che questo finanziamento non risolve tutti i problemi, ma quantomeno consente di tirare un po’ il fiato. In questo momento, il vero sollievo lo porta l’arrivo della bella stagione, che ha consentito di spegnere gli impianti di riscaldamento. L’auspicio è che, al netto del Decreto Energia, l’estate non faccia sparire dall’agenda l’urgenza di affrontare il tema dell’energia e dei costi relativi”.

Sempre nell’ambito del convegno, l’assessore Giulia Manzan ha ricordato l’approvazione del progetto Alpgrids, con cui Udine ha varato la sua prima comunità energetica : “Con il progetto Alpgrids, l’amministrazione ha investito il suo budget (nel complesso, 182mila euro) per istituire un progetto pilota nella zona Udine Sud Ovest. Il convegno è anche un’occasione per illustrare il progetto e definire le ricadute economiche per il territorio”.

L’assessore ha quindi aggiunto che nell’ambito della nuova programmazione europea 2021 -2027 il comune di Udine “si è candidato ad un altro progetto europeo ECCEA (energy communities in central europe area) finanziato dal programma interreg central europe che vede fra i partner anche Ape FVG” . L’assessore ha quindi reso noto che il budget allocato per il comune si aggira intorno a 160 mila euro e prevede fra le varie attività la realizzazione di uno o più impianti fotovoltaici su edifici pubblici individuati dall’amministrazione da mettere a disposizione della comunità energetica”.

Quale sia lo scopo primario del progetto comunità energetiche lo spiega il direttore di APE FVG, Matteo Mazzolini, che ha presentato il ruolo dell’Agenzia per l’energia a supporto dei Comuni: “Le Comunità Energetiche Rinnovabili – lo dice chiaramente anche la direttiva europea di riferimento – sono uno strumento sociale, non un business volto a generare profitto”. Si tratta insomma di “uno strumento che ci permette di perseguire una crescente indipendenza energetica in maniera sostenibile, incentivando la condivisione locale dell’energia”. “I protagonisti di questo processo sono i Comuni, i quali in primis sono chiamati a conoscere ed essere consapevoli dei loro flussi energetici, e i cittadini, che il Comune ha il compito di informare e coinvolgere, formando il territorio affinché sia pronto nel momento in cui la normativa permetterà di rilassare le attuali limitazioni relative alla cabina secondaria e ai 200 kW di potenza massima a servizio della configurazione”.

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