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sabato, 21 Maggio 2022

Ucraina: l’esercito russo fatica a conquistare terreno anche a Est

11.05.2022 – 07:10 – Nella serata di ieri è avvenuto l’incontro a Washington tra il presidente statunitense Joe Biden e il premier Mario Draghi, uno dei più convinti atlantisti tra i leader europei. Mentre si attende di conoscere a quali evoluzioni porteranno le manovre delle diplomazie occidentali, prosegue l’offensiva russa nell’Ucraina orientale, che secondo alcuni analisti potrebbe essere l’ultima prima che il conflitto vada “raffreddandosi”. Una tendenza che, salvo svolte inaspettate, sembra già avviata. L’esercito di Mosca ha infatti reclutato oltre 100000 riservisti già nelle prime settimane di guerra, uno sforzo considerevole che, in ragione delle grosse perdite, sta progressivamente portando a esaurimento del capitale militare umano. Un discorso grossomodo allargabile anche agli armamenti, che stanno un poco alla volta finendo, fatta salva l’aviazione che i vertici militari hanno scelto di dosare con il contagocce, probabilmente temendo l’efficacia della contraerea.

L’esercito russo ha annunciato un ulteriore sforzo di reclutamento che durerà fino al mese di giugno, ma il bacino da cui pescare si è asciugato. Anche nel caso in cui si riuscisse a rintracciare un numero elevato di nuovi combattenti, questi necessiterebbero di addestramento. Non è detto poi che qualche decina di migliaia di soldati in più consentirebbe di controllare un territorio ampio come quello ucraino, provvisto per di più di una resistenza agguerrita e probabilmente sempre più armata. Una situazione che potrebbe impattare ulteriormente sul morale delle truppe. Truppe che faticano a ottenere qualche risultato tangibile. Mariupol, che sembra sul punto di cadere da settimane, continua a resistere, con la sua acciaieria Azovstal che nonostante i bombardamenti (34 attacchi aerei nella giornata di ieri), rimane un fortino inespugnato. Va ancor peggio per i russi la situazione a Kharkiv, città nel nord-est della nazione da cui sono stati respinti con perdite dall’esercito di casa.

La ritirata ha scoperchiato il vaso su ulteriori orrori. Il capo dell’amministrazione militare di Kharkiv racconta di cadaveri abbandonati per le strade e nelle case o gettati nelle discariche. Non solo civili, ma anche soldati russi uccisi nei combattimenti e lasciati sul luogo senza sepoltura. Al Jazeera ha rinvenuto invece numerosi corpi ammassati nel vagone refrigerato di un treno nella regione di Kiev. Nelle ultime ore proseguono inoltre  i bombardamenti missilistici sulla città di Odessa, dove è stato bersagliato anche un centro commerciale, mentre l’OMS riporta che dall’inizio della guerra almeno 200 strutture ospedaliere sarebbero state colpite.

In mezzo a tutto ciò, strappa un sorriso amaro il messaggio di solidarietà inviato dal dittatore nordcoreano Kim Jong-un a Vladimir Putin, chiamato a “sradicare la minaccia politica e militare e il ricatto delle forze ostili e per salvaguardare la dignità, la pace e la sicurezza del Paese”.

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