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sabato, 21 Maggio 2022

L’esercito russo stringe la morsa intorno a Mariupol

07.05.2022 – 07:10 – È drammatica la situazione dell’acciaieria Azovstal, l’ultimo baluardo della resistenza a Mariupol, che nelle ultime ore è stata ferocemente bombardata dall’esercito russo. Sembra che il Cremlino abbia deciso di intensificare gli attacchi in modo da ottenere al più presto un risultato minimo da sbandierare come successo nella giornata della vittoria della Grande Guerra Patriottica, che si celebrerà il 9 maggio. Nei sotterranei dello stabilimento tuttavia, oltre agli ultimi soldati sopravvissuti, si nascondono ancora molti civili. Alcuni di essi sono rimasti uccisi durante i bombardamenti, altri sono stati colpiti dalle forze armate russe mentre cercavano di evaquare il sito durante il cessate il fuoco. Il battaglione Azov, che com’è noto presidia da settimane l’acciaieria, ha reso noto che i nemici continuano a violare sistematicamente gli accordi e a non attenersi alle garanzie di sicurezza per l’evacuazione dei civili. Fino ad oggi l’Onu e la Croce Rossa Internazionale sono riusciti a mettere in salvo dalla zona quasi 500 civili, ma molti altri sono ancora in attesa di aiuto. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha definito la situazione a Mariupol un “inferno in terra”. Non si segnalano invece progressi significativi dell’esercito russo in altre aree del fronte.

Dopo l’affondamento della Moskva, arriva un’altra cattiva notizia per la marina russa: la fregata Admiral Makarov è stata colpiata da razzo Neptune vicino all’Isola dei Serpenti, nel Mar Nero. La nave, che è una delle più avanzate della sua classe, essendo entrata in servizio solo nel 2017, sta bruciando. La conferma arriva dal deputato popolare Oleksiy Honcharenko, ripreso dai media ucraini.

Il New York Times ha lanciato la notizia, prontamente smentita dal Governo statunitense, secondo cui gli Usa avrebbero fornito informazioni di intelligence all’esercito ucraino che hanno consentito l’uccisione di alcuni generali russi. Secondo la CNN gli americani avrebbero aiutato l’Ucraina anche nell’attacco alla Moskva stessa, fornendo le coordinate del bersaglio, indiscrezione rigettata con forza dal portavoce del Pentagono, John Kirby. Resta comunque il sospetto che l’esercito ucraino, per mezzi tecnologici e conoscenze molto svantaggiato rispetto agli invasori, abbia ricevuto qualche aiuto da parte delle intelligence occidentali, a dispetto delle smentite di prammatica, anche nell’individuare la posizione dei molti ufficiali nemici che sono stati poi uccisi.

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