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mercoledì, 6 Luglio 2022

Ucraina: la Russia minaccia, l’Europa risponde

28.04.2022 – 07:10 – Continuano ad arrivare minacce dalla Russia. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, fa sapere che le esportazioni di gas verranno bloccate verso gli stati che non accetteranno di passare al pagamento in rubli, come è accaduto per Polonia e Bulgaria. Gazprom ha infatti fatto sapere di aver sospeso da mercoledì 27 aprile le forniture alle due nazioni proprio a causa del mancato pagamento nella valuta russa. Suonano ancor più temibili le parole di Putin, il quale ha avvertito che la Russia attuerà una risposta “fulminea” contro chiunque interferirà negli eventi in Ucraina.

In merito alla questione “gas” è intervenuta anche la Presidentessa della Commissione Europea Ursula von der Leyen. “Faremo in modo che la decisione di Gazprom abbia il minor impatto possibile sui consumatori dell’UE. Continueremo a lavorare per garantire una fornitura e uno stoccaggio di gas sufficienti a medio termine. Il piano REPowerEU aiuterà a ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili russi anche quest’anno e presenteremo i nostri piani per accelerare la transizione verde a metà maggio. Oggi Putin ha fallito ancora una volta, in questo tentativo di seminare divisione tra gli europei. L’era dei combustibili fossili russi in Europa volge al termine. Siamo determinati a fare in modo che ciò avvenga il prima possibile. L’Europa va avanti sull’energia”.

Quanto all’Italia, la portavoce del presidente americano, Jen Psaki, ha annunciato che Joe Biden riceverà alla Casa Bianca il premier Mario Draghi il prossimo 10 maggio. “Sarà l’occasione per riaffermare la storica amicizia e il forte partenariato tra i due Paesi. Al centro dell’incontro il coordinamento con gli Alleati sulle misure a sostegno del popolo ucraino e di contrasto all’aggressione ingiustificata della Russia” commenta Palazzo Chigi.

Arrivano le prime dichiarazioni ufficiali anche in merito alle esplosioni segnalate in Moldavia nei giorni scorsi. Il viceministro dell’Interno, Sergiu Diaconu, intervistato dal New York Times, ha detto che gli attacchi sono stati effettuati contro edifici inutilizzati e ha adombrato sospetti sulle responsabilità. Le armi utilizzate negli attentati sono a disposizione degli eserciti di Russia, Transnistria e Gabon “e non credo ci sia dietro il Gabon”.

 

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