10.03.2022 – 11.32 – Tra le molte attività dell’ARPA, la Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia, c’è il monitoraggio delle concentrazioni e delle tipologie di inquinanti ambientali dispersi nelle acque. Un processo di esplorazione in costante evoluzione e arricchimento, che procede parallelamente all’ampliamento delle conoscenze scientifiche e tecnologiche e dunque all’identificazione di nuove molecole degne di attenzione e all’elaborazione di metodi che ne consentano il tracciamento.
Come riporta l’ARPA stessa, dal 2005 ad oggi il numero di molecole monitorate è quasi decuplicato, passando dalle 50 di allora alle 446 di inizio 2022. L’incremento è riconducibile in gran parte ai pesticidi: il numero di sostanze attive e dei loro metaboliti – riporta l’Agenzia – è passato da circa una ventina nel 2005 ad oltre 100 nel 2015, con un ulteriore notevole aumento in questo 2022 fino a 230 parametri.
A tal proposito, l’ARPA specifica che dal dal 2012 sono disponibili i dati di concentrazione del Tributil- e Trifenil-Stagno, utilizzati come biocidi antivegetativi nelle imbarcazioni, mentre dal 2018 si analizzano anche il Glifosate e il suo metabolita AMPA, insieme ad altri pesticidi polari anionici responsabili di diversi superamenti dei limiti normativi nelle acque superficiali.
Nel corso degli ultimi anni è aumentato anche il numero di campioni analizzati, un dato che ha subito un ridimensionamento solo nel 2020 a causa della pandemia, e dei punti di prelievo monitorati. Un campo recente di indagine, fino a pochi anni fa sconosciuto, è quello delle nanoparticelle, cioè di molecole o particelle la cui dimensione si collochi nell’intervallo compreso tra 1-100 nanometri. Gli effetti su salute e ambiente e l’effetto inquinante di tali particelle non è ancora ben chiaro, ma è in fase di approfondimento. Un altro capitolo recente nel fascicolo del monitoraggio degli inquinanti dispersi nelle acque riguarda i farmaci, la cui ricerca e identificazione degli ultimi dieci anni è andata progressivamente aumentando.
Un’altra classe di molecole recentemente attenzionata dall’ARPA è quella dei PFAS (PerFluorinated Alkylated Substances), composti utilizzati per rendere impermeabili e resistenti all’acqua e ai grassi una serie di prodotti lavorati come tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio o detergenti per la casa. I PFAS sono ritenuti inquinanti emergenti nell’ecosistema e vengono rilevati sia nell’ecosistema che negli organismi viventi. A proposito dei cosiddetti inquinanti emergenti, è disponibile una WatchList stilata e costantemente aggiornata dalle istituzioni europee preposte, che elenca le nuove molecole identificate come potenzialmente pericolose o degne di monitoraggio. Vi sono compresi farmaci, pesticidi e prodotti di normale uso alimentare o cosmetico.
Nel 2022 l’ARPA annuncia due novità. La prima è il monitoraggio dei Cloroalcani, la seconda è l’avvio di una tecnica d’analisi innovativa perfezionata in collaborazione con l’Università di Udine, l’Analisi Untarget, che permette uno screening ad ampio spettro delle sostanze contenute in un campione, a differenza delle consuete analisi mirate.
p.l.