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lunedì, 26 Settembre 2022

Alla Foce dell’Isonzo…cavalli bianchi sussurrano al vento

20.02.2022 – 10.30 – Situata nella parte orientale della regione Friuli Venezia-Giulia, lungo l’ultimo tratto del corso dell’omonimo fiume, la Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo si sviluppa su un territorio compreso nei comuni di Staranzano, San Canzian d’Isonzo, Fiumicello e Grado, coprendo una superficie di 2.338 ettari, 1.154 dei quali in ambiti marini.
Punto di interesse principale della Riserva è l’Isola della Cona, dove sono stati effettuati numerosi interventi di ripristino ambientale e dove si concentrano anche le principali infrastrutture dedicate alla fruizione dell’area (il centro visite, la foresteria, il bar, i sentieri, gli osservatori, i capanni per la fotografia e il maneggio per i cavalli).
Due i sentieri che si snodano all’interno della Cona, lungo i quali sono situati i punti di osservazione e gli osservatori: il primo, un sentiero ad anello, risulta il più breve, circa 45 minuti di percorrenza, e permette di raggiungere l’Osservatorio della Marinetta e riporta al Centro visite. Il secondo, il sentiero del Mondo Unito, circa 3 ore di cammino tra andata e ritorno, conduce ai prati del Biancospino, al Mezza Cona e alla Foce.

Istituita nel 1996, con il varo di un programma di ricostruzione delle infrastrutture la Riserva ha incrementato il numero delle specie legate agli ambienti umidi, in particolare dell’avifauna, con la presenza di oltre 300 specie di uccelli fra migratori, svernanti, estivanti e stazionari. Tra questi si segnalano il fischione, l’alzavola, l’oca lombardella, il cavaliere d’Italia, il falco di palude e la beccaccia di mare. Tra l’erpetofauna si segnala invece la presenza della testuggine palustre e la rana di lataste; mentre tra le specie di pesci si registrano il nono e il raro storione cobice.
“Chicca” della riserva sono poi i cavalli Camargue: mediante il pascolo di quest’ultimi, affiancati da bovini lasciati allo stato brado nel periodo estivo, aiutano la gestione degli habitat prativi. Specie di origine antichissima, originaria ed endemica della Camargue, in Francia, questi cavalli si sono diffusi in altre parti del mondo grazie alla loro capacità di adattarsi alle zone umide. Di taglia piccola, al massimo 1,50 centimetri al garrese e dal peso tra i 300 e i 500 chilogrammi, con il mantello completamente grigio, questi splendidi animali, data la loro resistenza, solitamente vengono utilizzati sia per la sella che per la soma.

Ma l’area riserva molte sorprese anche dal punto di vista botanico, in quanto risulta un essere un punto rilevante soprattutto per la presenza di molti habitat palustri, d’acqua salata, salmastra e dolce. Tra le specie alofile, amanti del sale, si segnalano: Juncus maritimus, Limonium narbonense, Salicornia fruticosa, Salicornia veneta, Salsola tragus, Suaeda maritima, Spergularia media, Bolboschoenus maritimus. Ancora, più a nord, lungo il fiume Isonzo, sono presenti altri habitat di acqua dolce: lembi di prato umido e poi magredile dall’elevata biodiversità floristica, boscaglie di salici di greto e boschi golenali. Altri ambienti importanti sono i piccoli canali d’acqua dolce di risorgiva che presentano una elevata diversità nella flora sia acquatica che anfibia. Un’area, quella della Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo che rappresenta un vero e proprio gioiello faunistico e floristico del Friuli Venezia Giulia, adatta a tutti gli amanti della Natura, grandi e piccoli.

di Davide Stocovaz 

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