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sabato, 21 Maggio 2022

Covid: la dura realtà dell’ospedale di Udine

19.01.2022 – 11.38 – L’Azienda Sanitaria universitaria Friuli Centrale è in forte crisi  da un punto di vista organizzativo rispetto a questa nuova ondata pandemica. Personale considerevolmente ridotto e quello che continua ad essere in prima linea è sottoposto ad una pressione disumana. A lanciare il grido d’allarme è la CIGL funzione pubblica della provincia di Udine, che ha elencato una serie di disagi, disservizi, e insostenibili allungamenti delle liste di attesa con un’assistenza sempre più negata. Secondo il sindacato la situazione è determinata da gravi carenze organizzative e programmatiche sia da parte dell’assessorato, sia dai vertici aziendali. L’unica soluzione che intravedono è assumere nuovo personale con concorsi pubblici fatti a ritmo continuo, così come avviene in altre regioni. In questo momento mancano medici, infermieri e OSS. La situazione dell’ospedale di Udine è precipitata nelle ultime tre settimane e si potrebbe definire al collasso. Mancano 22 operatori nel Padiglione 15 dove non ci sono zone di filtro per i positivi. Turni massacranti che ormai si protraggono da troppo tempo e pazienti ricoverati su letti provvisori. Nelle chirurgie la sezione B è stata chiusa, mentre nella sezione C è emerso un nuovo focolaio Covid. Nelle aree mediche si stanno utilizzando i cosiddetti “letti bis” privi di standard per ossigeno e campanello di chiamata del personale. Non meno grave è la condizione dell’ospedale di Tolmezzo in cui infermieri e OSS sono sottorganico o di quello di Palmanova dove le assenze superano il venti per cento. Un contesto che si ripete anche nei distretti territoriali che si stanno trovando senza professionisti in grado di rispondere alle richieste degli utenti come nel caso di Palmanova e Cervignano.

[l.f]

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