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giovedì, 7 Luglio 2022

Luca Zaia: dubbio su esaurimento reagenti e tamponi

29.12.2021 – 11.01 – Tra febbraio e marzo 2020, durante il primo lockdown, il primo ostacolo che era stato affrontato consisteva nella mancanza di reagenti per i tamponi; d’allora la capacità – ormai quasi industriale – di produrre e analizzare i tamponi su vasta scala è stata raggiunta, ma rimarrà sempre un limite a quanti tamponi possano essere prodotti.
Il Sud Africa colpito dalla variante Omicron aveva segnalato più di una difficoltà su questo fronte; e ora il campanello d’allarme giunge dal governatore del Veneto Luca Zaia, il cui agire fornisce spesso l’esempio anche allo stesso Friuli Venezia Giulia.
Zaia ha manifestato una critica all’attuale sistema di quarantene e tamponi; un riflesso di una più ampia insofferenza che giunge inedita dal mondo imprenditoriale e politico. La scorsa primavera o ancora quest’estate 2021 sarebbe stato infatti impensabile criticare il sistema vigente di tamponi e isolamento degli infetti. Si registra invece negli ultimi giorni una nuova serie di critiche, correlate alla sempre maggiore mancanza di personale lavorativo, sottoposto alla quarantena.

C’è un dubbio che finiscano i reagenti e anche i tamponi perché qualche segnale sta arrivando dai mercati” ha avvertito Zaia “Abbiamo oltre 7 mila contagiati, sono tantissimi positivi, mai così nella storia di questi 22 mesi”, ha ammesso il governatore.
“Però abbiamo una ospedalizzazione che è a un terzo del periodo peggiore: 178 persone in terapia intensiva, delle quali almeno l′80% non vaccinate, mentre nelle corsie abbiamo circa 1.200 pazienti, e uno su due non è vaccinato”.
“Ne ho già parlato ieri sera con il ministro Speranza, affinché si modifichi il sistema in base alle caratteristiche dello scenario: noi non possiamo andare al collasso con i tamponi, perché questo è il vero tema, quando potremmo per esempio prevedere che i vaccinati non facciano la quarantena” ha avvertito.

Zaia spera infatti che “si possa ridurre anche il numero di tamponi. Il contatto stretto, il bambino ad esempio che è in un’aula con un positivo non ha nessun senso, a mio avviso, che vada a fare un tampone per poi comunque restare in quarantena, per poi comunque fare un tampone alla fine”.

[i.v.]

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