Info Point specifici in FVG a supporto delle famiglie

25.11.2021-10.00 – La seconda giornata consecutiva d’Aula che ha impegnato ieri, 24 novembre, il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, riunito a Trieste e presieduto da Piero Mauro Zanin, ha preso il via con il disco verde concesso a un altro blocco di articoli del disegno di legge 148, relativo alle disposizioni in materia di politiche della famiglia, di promozione dell’autonomia dei giovani e delle pari opportunità (FaGioPo).
Dopo aver interrotto l’esame dell’articolato nel tardo pomeriggio del 23 novembre, quando il via libera era stato concesso all’articolo 4, le attività dei consiglieri e dell’assessore regionale alla FamigliaAlessia Rosolen, sono proseguite con l’approvazione unanime di un emendamento aggiuntivo presentato dal Movimento 5 Stelle.
Andrea Ussai, primo firmatario, in tema di Centri informativi per le famiglie ha proposto con successo una specifica legata alla presenza di figli all’interno del nucleo, aprendo alla possibilità che i Comuni in forma singola o associata possano dotarsi nell’ambito dei propri servizi socio-assistenziali di Info point specifici. Lo strumento è finalizzato ad assicurare un migliore e più facile accesso alle indicazioni su servizi, prestazioni e opportunità con presenza fisica sul territorio e non più solo via web. Un servizio da attivare in accordo con le strutture regionali competenti, come richiesto da Rosolen che ha definito l’istanza “positiva in termini di trasparenza e semplificazione”.

Quindi, in tema di Carta Famiglia, l’Assemblea legislativa regionale ha bocciato gli emendamenti presentati da M5SPdPatto per l’Autonomia e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) che, tra le varie opzioni, auspicavano particolari inserimenti finanziari, professionali, temporali e burocratici per godere del beneficio. Promossa, invece, la modifica di ispirazione giuntale (a sua volta subemendata da Giuseppe Sibau del Progetto Fvg/Ar, insieme al leghista Antonio Calligaris) che porta specifiche legate ai titolari di permesso di soggiorno per motivi di ricerca e madri con figli a carico inserite in percorsi personalizzati di protezione e sostegno all’uscita da situazioni di violenza, nonché alla possibilità per i Comuni di predisporre autonomamente le agevolazioni.
Tutte respinte, invece, le proposte dell’Opposizione sulla Dote famiglia, parimenti all’iniziativa della dem Chiara Da Giau per ampliare le misure attive nei confronti delle famiglie il cui Isee non consente l’ottenimento della Carta famiglia (che sostituisce il Bonus bebè), attraverso un assegno di natalità una tantum per ogni figlio nato o adottato a partire dall’anno successivo all’entrata in vigore della legge.
Un’altra approvazione unanime ha altresì contrassegnato l’emendamento giuntale in tema di interventi di diritto allo studio e potenziamento dell’offerta normativa del sistema scolastico regionale che vanno ricondotti nell’ambito delle attività svolte dalla struttura regionale competente in materia di sistema integrato di istruzione ed educazione dalla nascita fino ai 6 anni.
Stessa sorte positiva ratificata dall’intera Aula, dopo la bocciatura delle opzioni di minoranza sulla promozione della previdenza complementare, ha riguardato il Fondo di garanzia per le operazioni di microcredito per il quale la Giunta ha illustrato l’istituzione di un Fondo di garanzia per tutte le famiglie in possesso di Carta famiglia. Il riferimento è rivolto a finanziamenti non superiori ai 10mila euro con garanzia regionale elevata fino a un massimo dell’80% della quota capitale del prestito erogato.
C.S. Consiglio regionale FVG