Cosef, Franz: progetto già avviato sulla Zona logistica semplificata, felici che l’opposizione si desti dal letargo

14.09.2021-16.29 – “Esce dal letargo con qualche mese di ritardo il consigliere Pirone quando ci spiega quanto sia strategica la Zona Logistica Semplificata in Friuli. In attesa di nuovi, sorprendenti colpi di genio, saremo felici di aggiornarlo rispetto allo stato dell’arte del progetto commissionato dal Cosef per la Zls”.

Così Maurizio Franz, assessore comunale alle attività produttive, nell’esprimere “viva soddisfazione nel raccogliere l’adesione di Pirone a un piano già studiato, metabolizzato e comunicato. Già nello scorso mese di luglio, si è tenuto un incontro alla presenza delle amministrazioni comunali di Udine, San Giorgio di Nogaro, Pavia di Udine e Osoppo, assieme alla Presidente di Confindustria Udine Anna Mareschi Danieli e al Presidente del Cosef Claudio Gottardo nel corso del quale sono emersi alcuni punti chiave. Il primo: qualsiasi progetto di questa portata non può prescindere dalla presenza di un tessuto economico competitivo e da una logistica realmente concorrenziale: il Friuli, grazie a Porto Nogaro e al peso del comparto industriale del Cosef – tra San Giorgio, Udine, Pavia di Udine e Osoppo – possiede i requisiti per costituire la sede ideale per dare sviluppo e consistenza al piano. Il secondo aspetto sul quale mi preme porre l’accento è che ben prima che suonasse la sveglia a casa di alcuni consiglieri di opposizione, in quella sede abbiamo deciso di assegnare una consulenza per elaborare un piano che metta in evidenza le potenzialità del Friuli come ambito territoriale presso il quale investire e si debba insediare la Zona Logistica Semplificata in Friuli”.

Ancora Franz: “Al netto delle affascinazioni triestine di Pirone – sarà felice Francesco Russo del fatto che il centrosinistra udinese guardi a Trieste, governata dal sindaco Dipiazza, con ammirazione e invidia – il progetto non può prescindere da infrastrutture che solo il Friuli può proporre. Udine, nel riaffermare il suo ruolo di capoluogo del Friuli, non si limita a dare importanza alle ricorrenze, che restano importanti sotto il profilo culturale, identitario e simbolico, ma assume il ruolo di guida del territorio dal punto di vista sociale ed economico. Respingo al mittente qualsiasi accusa rispetto all’interpretazione della friulanità: nel caso specifico, mi piace porre l’accento rispetto al fatto che l’identità culturale non resta confinata nel perimetro della cultura, ma diventa la scintilla per riaccendere il fuoco della competitività del Friuli. L’asse dell’industria friulana è tra le più forti del Paese, dispiace che la sinistra si ostini a inventarsi modelli di riferimento in contrapposizione al nostro territorio”.

Franz chiude: “Dal porto di San Giorgio al suo intero tessuto industriale, il Friuli resta il cuore e la locomotiva del territorio regionale. Il plotone di esecuzione da salotto del centrosinistra di Udine si studi la situazione reale di altri territori e non si lasci accecare dalla furia iconoclasta antifriulana”.