La Slovenia progetta di tassare le criptomonete al 10% per transazione

01.09.2021 – 07.30 – Sono molti gli immigrati – o expat, come preferiscono definirsi – dagli States o dall’Europa occidentale che scelgono i Balcani e l’Europa centro-orientale per la bassa tassazione e la possibilità di sfruttare un ambiente sostanzialmente privo di regolamentazioni per le criptovalute. Una situazione destinata a cambiare radicalmente in Slovenia, considerando come il governo progetti di tassare al 10% la proprietà delle criptovalute.
Il settore dell’amministrazione finanziaria (FURS) ha infatti proposto una tassa fissa al 10% che verrebbe applicata quando la criptovaluta viene spesa per un servizio o un acquisto o viene convertita nel denaro tradizionale.
“Vorremmo enfatizzare che non verrebbe tassato il profitto conseguente alle criptomonete, ma piuttosto quanto il residente in Slovenia che paga le tasse riceve sul suo conto bancario quando converte la criptomoneta in denaro o la usa per comperare qualcosa” ha specificato il FURS.
Allo stadio attuale, con 1000 diverse criptovalute in commercio, la situazione legislativa su questo fronte è eccezionalmente confusa tanto in Italia, quanto nella vicina Repubblica. Tuttavia, come regola generale, in Slovenia le criptovalute vengono tassate quando risultano parte integrante dell’attività lavorativa, come libero professionista o imprenditore.
Se la proposta del FURS non incontrerà opposizioni, la proposta di tassazione verrà approvata a breve con un’apposita legge.

Fonti: STA, FURS proposes special tax on cryptocurrencies

[z.s.]