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sabato, 21 Maggio 2022

Pil in rialzo per il Friuli Venezia Giulia: +5,8% nel 2021. Traina l’industria

24.08.2021 – 11.26 – Il report sull’andamento dell’economia in Friuli Venezia Giulia dell’agenzia Prometeia, rielaborato da Confindustria Udine, conferma per la Regione una sostanziale ripresa, in linea coi dati del primo trimestre: il Pil, dopo la caduta dello scorso anno (-9,2%), è stimato crescere del +5,8% nel 2021, con un salto di +0,5 rispetto ai dati di aprile 2021 (+5,2%). Il trend, se non si verificheranno nuove chiusure connesse al Covid, continuerà anche nel 2022, supportato dai fondi del Pnrr, i quali dovrebbero garantire un +3,9%. Si ritornerà dunque ai livelli pre pandemia, recuperando il gap del 2020. Un passo indietro in realtà mai avvenuto nella Regione, considerando come a livello di occupazione lavorativa paradossalmente la Regione abbia assistito a una crescita delle assunzioni rispetto al 2019; un segnale eloquente della profonda stagnazione che pervadeva da decenni il FVG. Egualmente, in modo controintuitivo, i fondi governativi elargiti ad alcune piccole imprese ne hanno garantito una sopravvivenza che in tempi pre Covid non sarebbe avvenuta per un trend negativo avviato da tempo.
Il settore che guida con forza la ripresa è l’industria, mentre nell’estate 2021 il turismo si è rivelato capace di recuperare i mesi di chiusura. Arranca invece il terziario; d’altronde proprio il contatto con il pubblico, in tempi Covid, sembra un ambito nel quale difficilmente conviene investire.
Anche l’export regionale, dopo la crisi del 2020, dovrebbe assistere a una crescita dell’11,6%, trainato da una globalizzazione lontana da quella morte profetizzata dagli analisti nel 2020.
L’occupazione che era aumentata nel 2020, con un +0,4%, scenderà nuovamente per i licenziamenti connessi alle “ristrutturazioni aziendali”, ma in una prospettiva di lungo periodo dovrebbe verificarsi un’espansione dell’industria (+10,5% nel 2021), delle costruzioni (+17,3% nel 2021) e, in minor misura, dei servizi (+3,7% nel 2021) tale da recuperare i posti di lavoro perduti. Troppe in quest’ambito le variabili da considerare, in special modo considerando l’incognita dell’autunno a venire e delle tempistiche di erogazione dei fondi del Pnrr.

[z.s]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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