“In deep”, la mostra collettiva che racconta la profondità dell’arte

In mostra ci saranno le opere di Paolo Cervi Kervischer, Manuela Sedmach e Luigi Tolotti al Magazzino 26 di Trieste

28.07.2021 – 09.00 – Due pittori e un artista multimediale, tutti tre triestini di origine, presentano un incontro collettivo delle loro arti al Magazzino 26 con l’inaugurazione della mostra “In deep” sabato 31 luglio 2021 dalle ore 18.
La mostra che vede Paolo Cervi Kervischer, Manuela Sedmach e Luigi Tolotti affronta il tema della profondità del proprio lavoro artistico e del ruolo umano in esso, niente di più vicino quindi alla comunanza dei tre artisti nel voler scavare a fondo nella propria opera per comprenderne la vita. L’arte è un motore di ricerca che muove dal basso verso l’altro, dall’interno dell’io intimo all’esterno dell’ego sociale per oltrepassare il limite del visibile verso l’ignoto e poterlo conoscere.

Questi tre pittori, tutti di stili, tecniche e linguaggi differenti, uniscono i loro lavori in un valore unico da offrire al pubblico come suggerimento all’attenzione, alla ricerca dell’interiorizzazione per imparare ad ascoltarsi, a conoscersi e a rispettarsi. Attraverso questo atteggiamento, l’uomo impara a conoscere il mondo fuori da sé, a rispettarlo ed ascoltarlo. Quando e se questo avviene, allora le soglie scorte dagli artisti si rivelano chiare e amiche anche al singolo, attraverso lo stimolo al dialogo, l’accoglienza di punti di vista differenti ma utili e necessari proprio perché diversi.

Paolo Cervi Kervischer è un artista che non è mai stato definibile in una corrente singola, poiché grazie alla sua inesausta ricerca espressiva, si è portato sempre oltre la pittura classica, creando un linguaggio nuovo dal segno e dal colore, dalla ricerca e proposta del mito fino allo svisceramento della propria memoria umana, come uomo, come bambino, come individuo sociale. Negli anni Ottanta, Paolo Cervi Kervischer crea delle opere d’arte chiamate “Il dio precario”, simbolo indiscusso dell’opera di quegli anni, in cui un grande triangolo arancione sembra esplodere dentro il quadro impossessandosi degli occhi di chi lo guarda, quasi a voler suggerire la sua legge del limite, quella dentro cui ogni cosa può nascere; insieme al “dio precario”, Paolo Cervi Kervischer presenta altre sue opere pittoriche che richiamano il simbolo dell’acqua come luogo di nascita, esplosione di vita, ma anche di possibile morte. Un gioco di archetipi in una pittura gestuale nata per innalzare l’artista dalla sua ricerca, diventa ora opera d’arte condivisa.

Luigi Tolotti offre lo sguardo attraverso una tecnica di sovrapposizione di immagini (light box multimediali) che possono trasformarsi in qualunque cosa (un Cristo di Giotto può nascondere una cantante pop) e si trasformando anche attraverso la storia personale dell’artista, ritornando però in un eterno presente. L’utilizzo di led colorati, ogni immagine che contiene un’altra immagine e una musica di sottofondo crea un effetto di completo coinvolgimento del corpo e dell’intimo.

Manuela Sedmach porta in mostra i suoi lavori degli ultimi 15 anni, dove la scelta predominante è la distanza dai colori, la ricerca della profondità dentro la superficie pittorica in una scelta di bianchi e grigi come luce ed ombra, effetti scelti per creare un gioco di rivelazione agli occhi dello spettatore che, inevitabilmente, è portato alla sperimentazione di una percezione più alta nella poesia pittorica di Manuela Sedmach.

La mostra “In deep – la profondità dello sguardo” è realizzata dall’Associazione Alabarè APS in coorganizzazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste nel Magazzino 26, a cura di Valerio Dehò, secondo un progetto di Zerial Art Project. La mostra sarà visitabile dal 1 agosto 2021 fino al 12 settembre 2021 con il seguente orario: dal giovedì alla domenica dalle ore 17 alle 20. Ingresso libero.

f.s.