21.07.2021 – 07.30 – Prosegue l’iter per il raddoppio della centrale nucleare di Krško: dopo l’approvazione del parlamento sloveno che ha votato a favore, con un emendamento nella risoluzione, per l’uso “a lungo termine dell’energia nucleare”, il ministro delle infrastrutture Jernej Vrtovec ha rilasciato un permesso in campo energetico per procedere concretamente a costruire il secondo reattore della centrale. Si tratta di un procedimento che segue all’approvazione parlamentare di una strategia in campo climatico che includa un’opzione “nucleare”. Il progetto verrà gestito dall’azienda statale Gen Energija. Il permesso, secondo il ministro, inaugura il dibattito pubblico, non solo tra gli esperti, ma anche tra la popolazione. Solo quando vi sarà un’approvazione “dal basso”, ha chiarito il ministro, si procederà alla costruzione. Stando alle informazioni finora trapelate, il nuovo reattore avrebbe una longevità di sessant’anni, con un modello simile a quello già in uso a Krško (ad acqua pressurizzata), ma di terza generazione. Secondo il direttore generale di Gen Energija, Martin Novšak, i fondi per la costruzione proverrebbero in parte da investitori privati, in parte dallo stato e in parte dall’Unione Europea stessa.
Secondo le previsioni di Novšak saranno necessari cinque anni per giungere alla decisione e altri cinque per la realizzazione.
Le autorità sono spaccate sul fronte dell’approvazione popolare; secondo il presidente Borut Pahor la questione andrebbe rimandata a un apposito referendum, mentre il ministro Vrtovec raccomanda di “non avere fretta”, specie negli stadi preliminari.
Accanto alle polemiche che periodicamente agitano la politica locale del Friuli Venezia Giulia, anche l’Austria è contraria al progetto; tuttavia a questo proposito Vrtovec ha osservata che ogni nazione ha il diritto “di assicurarsi il proprio mix energetico”.
Fonti: STA, Energy permit issued for second unit of Krško nuclear power station
[z.s.]