Verso EURO2020: F di Ferro e Fuoco

09.06.2021-07.30 – L’ultimo (in ordine alfabetico) dei gironi dell’ormai sempre più prossimo Campionato Europeo di calcio è sicuramente il più duro: delle quattro squadre che ne fanno parte, infatti, tre sono tra le principali candidate alla vittoria finale: i francesi Campioni del Mondo del 2018; la Germania (semifinalista nelle ultime tre edizioni, con la finale persa contro la Spagna nel 2008); il Portogallo, Campione d’Europa in carica e con un certo Ronaldo a guidare la selezione lusitana. Dietro a queste squadre, la piccola Ungheria, che pur in un girone di ferro e fuoco, conta di fare una buona figura.

La partita di esordio si giocherà martedì 15 giugno alle 18 alla “Puskas Arena” di Budapest, nuovissimo impianto (costruito proprio in previsione dell’Europeo itinerante del 2020 sull’area dove sorgeva il “Ferenc Puskas” qualche anno prima e portato a termine nel 2019) in cui si disputerà Ungheria-Portogallo, mentre l’altro stadio sarà la “Fußball Arena Munchen” di Monaco, meglio nota con il nome commerciale di “Allianz Arena”, che ospiterà tutte e tre le gare della fase a gironi della Germania.

Questo il programma del girone F: 
Giornata 1: Ungheria-Portogallo (15 giugno alle 18, Budapest); Francia-Germania (15 giugno alle 21, Monaco).
Giornata 2: Ungheria-Francia (19 giugno alle 15, Budapest); Portogallo-Germania (19 giugno alle 18, Monaco).
Giornata 3: Germania-Ungheria (23 giugno alle 21, Monaco); Portogallo-Francia (23 giugno alle 21, Budapest).

Francia: quanti giovani campioni! E c’è anche il…figliol prodigo.

Allenata da “Didi” Deschamps, la nazionale francese è senza dubbio alcuno la favorita numero uno per la vittoria finale del torneo. Basta leggere i nomi: Lloris, Hernandez, Kimpembe, Varane, Kantè, Lemar, Pogba, Griezmann, Mbappè, Giroud, Coman…chi non vorrebbe giocatori simili nella propria squadra? In più, a rinforzare un attacco già di per sé non propriamente leggero, si aggiunge il ritorno con la selezione transaplina di Benzema, bomber del Real Madrid, che non vestiva la maglia Bleu addirittura dal 2015, per motivi disciplinari. Una rosa ancora giovane, quella a disposizione del selezionatore transalpino, ma già matura, al punto da aver conquistato il Mondiale del 2018 in Russia.

Portieri: Lloris (Tottenham), Maignan (Lille), Mandanda (Marsiglia). Difensori: Digne (Everton), Dubois (Lione), L. Hernandez (Bayern Monaco), Kimpembe (Paris Saint Gernain), Koundé (Siviglia), Lenglet (Barcellona), Pavard (Bayern Monaco), Varane (Real Madrid), Zouma (Chelsea). Centrocampisti: Coman (Bayern Monaco), Kanté (Chelsea), Lemar (Atletico Madrid), Pogba (Manchester United), Rabiot (Juventus), Sissoko (Tottenham), Tolisso (Bayern Monaco). Attaccanti: Ben Yedder (Monaco), Benzema (Real Madrid), Dembélé (Barcellona), Giroud (Chelsea), Griezmann (Barcellona), Mbappé (Paris Saint Gernain), Thuram (Borussia Moechengladbach). Allenatore: Deschamps.

Germania: l’ultimo ballo di Low con il ritorno dei fedelissimi

EURO2020 sarà l’ultima manifestazione alla quale la Germania parteciperà con Low in panchina. Il ct teutonica ha infatti deciso di non proseguire il suo rapporto con la nazionale tedesca, dopo quindici anni di grandi successi, con una finale Europea (nel 2008) e un Mondiale vinto nel 2014, e dopo aver raggiunto le semifinali europee nelle ultime quattro occasioni. Al Mondiale russo, però, la Germania è stata eliminata da un girone non certo impossibile, con Svezia, Messico e Sud Corea. Per il suo ultimo ballo, Low ha scelto di riportare in nazionale due dei suoi fedelissimi: Muller e Hummels, entrambi fuori dal 2019. Ad aggiungere talento, Kroos, Goretzka, i campioni d’Europa Havertz, Werner e Rudiger e il baby Musiala.

Portieri: Leno (Arsenal), Neuer (Bayern Monaco), Trapp (Eintracht Francoforte). Difensori: Ginter (Borussia Mönchengladbach), Gosens (Atalanta), Günter (Friburgo), Halstenberg (Lipsia), Hummels (Borussia Dortmund), Klostermann (Lipsia), Koch (Leeds), Rüdiger (Chelsea), Süle (Bayern Monaco). Centrocampisti: Emre Can (Borussia Dortmund), Goretzka (Bayern Monaco).Gündogan (Manchester City), Havertz (Chelsea), Hofmann (Borussia Mönchengladbach), Kimmich (Bayern Monaco), Kroos (Real Madrid), Müller (Bayern Monaco), Musiala (Bayern Monaco), Neuhaus (Borussia Mönchengladbac). Attaccanti: Gnabry (Bayern Monaco), Sané (Bayern Monaco), Volland (Monaco), Werner (Chelsea).

Portogallo: Ronaldo e i suoi fratelli

La rosa del ct Santos è sicuramente una delle più forti di questo Europeo. Campione Europeo in carica, dopo la vittoria del 2016 la nazionale lusitana si ripresenta all’appuntamento europeo con il solito Ronaldo centro della squadra. Per il leggendario attaccante della Juventus, il tempo sembra passare più lentamente che per chiunque altro al mondo e, più che le rughe o il normale declino atletico – totalmente assenti in CR7 – a scandirlo sono soltanto i tantissimi record che il portoghese continua a battere. Alle sue spalle, comunque, una rosa niente male: a partire dalla difesa, dove Cancelo e Semedo garantiscono corsa e qualità sulle fasce e Pepe e Dias un’ottima copertura, fino al centrocampo, guidato dal faro dello United Bruno Fernandes (capace di cambiare totalmente il centrocampo mancuniano dal suo arrivo in Inghilterra), per chiudere con il reparto avanzato, dove a dar man forte a CR7 ci sono Jota, Felix e André Silva.

Portieri: Lopes (Lione), Rui Patricio (Wolverhampton), Rui Silva (Granada). Difensori: Cancelo (Manchester City), Dias (Manchester City), Fonte (Lille), Guerreiro (Borussia Dortmund), Mendes (Sporting Lisbona), Pepe (Porto), Semedo (Wolverhampton). Centrocampisti: Carvalho (Betis), Danilo (Psg), Bruno Fernandes (Manchester United), Moutinho (Wolverhampton), Neves (Wolverhampton), Oliveira (Porto), Palhinha (Sporting Lisbona), Sanches (Lille). Attaccanti: Joao Felix (Atlético Madrid), Gonçalves (Sporting Lisbona), Guedes (Valencia), Jota (Liverpool), Cristiano Ronaldo (Juventus), André Silva (Eintracht Francoforte), Bernardo Silva (Manchester City), Rafa Silva (Benfica).

L’Ungheria: un italiano a Budapest

Sulla panchina della nazionale magiara siede il commissario tecnico Marco Rossi, in carica dal 2018 dopo aver guidato per diversi anni l’Honved (con cui ha vinto anche un campionato ungherese). Il tecnico italiano ha dato nuova linfa al calcio ungherese, guidando la selezione magiara alla qualificazione alla fase finale dell’Europeo dopo essere arrivata quarta nel girone E delle qualificazioni e dopo aver vinto negli spareggi contro Bulgaria e Islanda. Negli spareggi, il gol decisivo lo realizzò Szoboszlai, che però non parteciperà a EURO2020 a causa di un infortunio. Senza il suo giocatore più importante, la squadra di Rossi punta forte sullo spirito di squadra, per centrare un passaggio del turno che, ad oggi, sulla carta, sembra utopia.

Portieri: Bogdán (Ferencváros), Dibusz (Ferencváros), Gulácsi (Leipzig). Difensori: Bolla (Fehérvár), Botka (Ferencváros), Fiola (Fehérvár), Kecskés (Lugano), Lang (Omonia Nicosia), Lovrencsics (Ferencváros), Orbán (Leipzig), Szalai (Fenerbahçe). Centrocampisti: Cseri (Mezőkövesd), Gazdag (Philadelphia Union), Holender (Partizan), Kleinheisler (Osijek), Nagy (Bristol City), Négo (Fehérvár), Schäfer (Dunajská Streda), Sigér (Ferencváros). Attaccanti: Hahn (Paks), Nikolić (Fehérvár), Sallai (Freiburg), Schön (FC Dallas), Szalai (Mainz), K. Varga (Kasımpaşa), R. Varga (MTK Budapest).

[e.r]