Far East Film Festival 23 – Moving Forward!: l’istinto di rialzarsi

Presentato oggi al Visionario di Udine. La line-up conta quest'anno 63 titoli provenienti da 11 paesi

09.06.2021-16.30 – È stato presentato oggi, al Visionario di Udine e in diretta streaming, il Far East Film Festival 23, atteso in città e online dal 24 giugno al 2 luglio. La line-up conta quest’anno 63 titoli provenienti da 11 paesi (Giappone, Hong Kong, Cina, Corea del Sud, Filippine, Malaysia, Taiwan, Thailandia, Indonesia e, new entry, Macao e Myanmar). 6 le anteprime mondiali, 11 quelle internazionali, 22 quelle europee e 21 quelle italiane. Alla conferenza stampa hanno preso parte, tra gli altri, il Sindaco di Udine Pietro Fontatini, l’Assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli e il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin.

Subire un throwdown significa esserebuttati giù. Un’azione, ma più ancora uno stato d’animo, che ha nutrito uno dei capolavori di Johnnie To e che riassume perfettamente le dinamiche (sociali, politiche, sanitarie, emotive) dell’ultimo anno e mezzo. Non serve ricordare perché. Quello che serve, quello che serve davvero, è ricordare (rivendicare) con forza il “dopo”. L’azione, ma più ancora lo stato d’animo, di cui ogni throwdown è il detonatore: l’istinto di rialzarsi. L’istinto di non restare, appunto, giù, dove gli urti della storia ci hanno fatto cadere. Ecco la visione, possiamo dire la filosofia operativa, che ha innescato il Far East Film Festival 23: documentare il “dopo”.

Testimoniare un mondo, quello del cinema orientale, che ha rifiutato l’idea di rassegnarsi all’immobilità e ha cercato di rialzarsi… Moving forward, in italiano, significa andando avanti. Due parole molto semplici che contengono una grande complessità: l’intera line-up del FEFF 23, sotto i riflettori internazionali dal 24 giugno al 2 luglio, cioè 63 titoli nati durante un periodo di buio e ora pronti ad affrontare le luci dell’alba. Una potente ondata artistica (6 anteprime mondiali, 11 internazionali,22 europee, 21 italiane) e geografica (Giappone, Hong Kong, Cina, Corea del Sud, Filippine, Malaysia, Taiwan, Thailandia, Indonesia e, new entry, Macao e Myanmar)che trova specchio non solo nel moving forward del claim ufficiale, ma proprio nella struttura del Festival.

Una struttura necessariamente nuova, perché gli agi delle routine festivaliere vanno sempre scardinati, dove l’esperienza digitale del 2020 si unisce all’attesissimo ritorno degli appuntamenti fisici: sia quelli strettamente cinematografici, sia quelli che (secondo tradizione) animeranno il cuore della città. Assieme al Far East Film Festival, supportato dai main sponsor Amga Energia & Servizi brand commerciale del Gruppo Hera eCrediFriuli, ritroveremo ovviamente il FEFF Campus, la scuola di giornalismo per giovani talenti orientali e occidentali capitanata da Mathew Scott (anche quest’anno si svolgerà online).

Dal 30 giugno al 2 luglio, poi, ritroveremo Ties That Bind, il workshop di coproduzione Asia-Europa, e Focus Asia, l’area Industry del Festival, con la sezione Far East in progress (la prima e unica piattaforma europea dedicata ai film asiatici in post-produzione), la nuova sezione Second Hand Market, il Project Market e un fitto calendario di webinar. Correva l’anno 2015, la prima volta che il graphic designer Roberto Rosolin ha firmato l’immagine ufficiale del Far East Film Festival, ed è ancora lui, “artista fareastiano” ormai stabile, a dare un volto alla ventitreesima edizione (i fotogrammi della sigla sono stati animati da Ernesto Zanotti). Il volto del futuro. Il volto di una ragazza che comincia un nuovo viaggio alla guida di una vecchia Volvo, lasciandosi tutto dietro le spalle e andando avanti. Moving forward! Dal buio all’alba.

65 schermi e l’Arena all’aperto per 400 spettatori. Un FEFF che moltiplica invece di sottrarre, quindi, a cominciare dalle location. Non più una sala unica, perché le attuali normative ne avrebbero limitato in modo drastico la funzionalità e la fluidità, ma un sistema di 5 schermi: 3 del Visionario, 2 del Cinema Centrale e quello dell’Arena all’aperto (allestita, per 400 spettatori, sul prato del Visionario). Il FEFF 23 garantirà numerose proiezioni quotidiane (dal mattino alla sera) e, inutile sottolinearlo, garantirà pure la massima sicurezza.

Rai 4 e FEFF on TOUR. La moltiplicazione, però, non si ferma qui. Il sodalizio con Rai 4 continuerà infatti a promuovere il “made in Asia” in tivù, grazie al rodatissimo ciclo Missione: Estremo Oriente, mentre il Festival diventerà per la prima volta un “evento diffuso”, realizzato assieme alla Tucker Film e sincronizzato con i 9 giorni di programmazione: FEFF on Tour. Un’esperienza di viaggio, un’avventura, che porterà in oltre 20 sale italiane quattro gioielli asiatici: due hanno brillato nella line-up dell’anno scorso, Better Days di Derek Tsang (entrato nella finalissima degli Oscar) e IWeirDO di Lyao Ming-Li, due brilleranno nella line-up di quest’anno, Wheel of Fortune and Fantasy di Hamaguchi Ryusuke e Shock Wave 2 di Herman Yau.

Starting gun digitale. Proprio all’esplosivo Shock Wave 2, interpretato da un Andy Lau in stato di grazia, spetterà anche il compito di aprire il FEFF online sulla piattaforma gestita con il supporto tecnico di MYmovies.

Cliff Walkers

Opening 2021. L’Opening del FEFF on site sarà la International Festival Premiere del nuovissimo film di Zhang Yimou: Cliff Walkers. Un film epico in costume, girato come un thriller, che riesce ad evitare le trappole della propaganda politica e a conquistare il pubblico grazie a un ritmo serratissimo e a una tensione incalzante. La spy story sul tema degli eroi della Rivoluzione è sempre stato un sogno del leggendario regista di Lanterne rosse. Un sogno che adesso, finalmente, si è avverato!

One Second Champion

Provare a vincere. Parlavamo di throwdown, all’inizio di questo racconto, e il throwdown sembra essere il filo rosso che connette larghissima parte dei film in programma (46 titoli in concorso, ricordiamo, 6 documentari, 2 classici restaurati, 2 focus). Il combustibile che li alimenta. Non tanto l’idea di vincere, che appartiene all’epica e alla retorica, quanto l’idea di provare a vincere, che appartiene invece alla cronaca (individuale e collettiva) di ogni giorno. Provare a vincere nello sport, come vedremo nei quattro titoli dedicati alla boxe (Blue, One Second Champion, Underdog: Part One e Part Two).

Zero to Hero

Provare a vincere sulla disabilità, come vedremo in Zero to Hero (World Premiere): un biopic incentrato sulla figura di un atleta, So Wa Wai, che ha conquistato la prima medaglia d’oro paraolimpica (e poi altre cinque, sempre d’oro) per Hong Kong.

Madalena

Provare a vincere sul terreno dei sentimenti, come vedremo in Madalena (World Premiere e primo film macanese della storia del FEFF): due anime solitarie, due immigrati, che s’incontrano a Macao sperando di sopravvivere a un passato vendicativo e torbido.

Midnight Swan

Provare a vincere contro i pregiudizi, come vedremo nel bellissimo melò giapponese Midnight Swan: la storia di un trans che decide di ritardare la data del suo intervento per occuparsi della cugina sconosciuta, adolescente disturbata e autolesionista, dando vita a un delicato quanto inaspettato ma indistruttibile legame umano.

The Eight Hundred

Provare a vincere sul fronte di guerra, come vedremo nello spettacolare blockbuster cinese The Eight Hundred/800 Eroi (la Notorious Pictures lo distribuirà nei cinema italiani contemporaneamente all’anteprima europea del FEFF): 800 soldati che, come i 300 spartani di Leonida, si opporranno all’assedio dell’esercito giapponese fino all’ultimo respiro…

Hong Kong New Talents. 8 titoli che rilanciano l’industria creativa di Hong Kong puntando su 8 giovani talenti alle prese con l’opera prima o seconda: una vera e propria new wave! Sì, perché il cinema di HK esiste ancora ed esisterà per sempre! La scelta vincente è stata quella di puntare sulla propria cultura, la propria lingua e soprattutto le proprie storie. Se i frenetici action crime o i pirotecnici film di arti marziali sono per lo più scomparsi, o edulcorati nell’anima per andare incontro alle “richieste” del pubblico della Cina continentale, nelle sale della città arrivano ora nuovi drammi, nuove commedie e nuovi noir altrettanto maledetti e consumati sulle stesse strade sporche e vivacissime della metropoli. Creati con budget contenuti, sono film carichi di idee attuali, moderne, inedite e personali.

Hand Roll Cigarette

Un esempio brillante è Hand Roll Cigarette, dramma poliziesco che incarna (appunto) l’anima del nuovo ed è pronto a brillare anche a livello internazionale. Questa sezione speciale sarà presentata in partnership con l’Hong Kong International Film Festival Society e in collaborazione con HKTEO – Hong Kong Trade Economic Trade Office di Brussels e di CreateHK.

Eddie Garcia: la vita come un’epopea cinematografica. Con 659 film all’attivo come attore e 37 come regista, Eddie Garcia è stato probabilmente l’artista più produttivo di tutta l’Asiama, come la maggior parte dei giganti della sua generazione, non se n’è mai vantato. Era un uomo semplice, come tutti i grandi 7maestri. Nato nel 1929 a Sorsogon, nella provincia di Bicol, Eddie era una leggenda vivente nelle Filippine. Tra il 1949 e il 2019 (settant’anni di carriera!) ha interpretato pellicole di tutti i tipi, dai celebri classici degli anni Cinquanta ai film “d’autore” dell’ultimo decennio, e ha diretto una trentina di film dai primi anni Sessanta agli anni Novanta, cimentandosi in tutti i generi del cinema popolare: film d’azione, bellici, melodrammi, commedie… La sua vita e la sua lunghissima carriera costituiscono una vera e propria epopea cinematografica.

Shadows

Il FEFF 23 gli dedicherà un omaggio intimo e affettuoso presentando 4 lungometraggi e, come ciliegina sulla torta, Shadows (Anino) di Raymond Red, premiato a Cannes con la Palma d’Oro per il miglior cortometraggio nel 2000, e il restauro del primo film di uno dei grandi autori del cinema filippino degli anni Settanta, Ishamel Bernal, autore di autentici capolavori come il suo folgorante esordio At the Top, del 1971: il ritratto feroce e appassionato di una spogliarellista che tenta la scalata nel mondo effimero del cinema.

Potere e segreti: il mondo cinematografico di Yoon Jong-Bin. Conosciuto per il suo pluripremiato The Unforgiven (2005), Yoon Jong-bin, tra i preferiti di Cannes, è una figura chiave del cinema coreano ma è ancora in attesa di ricevere il riconoscimento internazionale che merita. Possiede un talento unico nel creare universi dark, violenti, gangsteristici, epici e spettacolari, arricchiti di riflessioni e analisi critiche sul presente e sulle dinamiche sociali e politiche dell’oggi (i suoi film raggiungono sempre le vette più alte del botteghino). Yoon Jong-bin è un regista che ha successo commerciale e anche “critico”. L’omaggio del FEFF 23 con 4 titoli mira a dare agli spettatori l’opportunità di approfondire il lavoro di questo grande autore del cinema contemporaneo.

Limbo

Coffin Homes: l’ultimo film di Fruit Chan World Premiere! Oltre a celebrare, con Limbo, l’efferato ritorno in bianco e nero di Soi Cheang, regista di culto della scena hongkonghese degli anni Duemila, il FEFF 23 presenterà in World Premiere anche il nuovo e personalissimo film di un vecchio e caro amico: Fruit Chan. Coffin Homes è un mosaico di storie e personaggi che ruotano intorno allo sfrenato e spietato mercato immobiliare di Hong Kong e, in particolare, agli appartamenti svenduti perché… in odore di stregoneria! Fruit Chan, che a Udine ha presentato molti film tra cui il restauro del cult Made in Hong Kong(curato dal FEFF nel 2017 a vent’anni dalla sua uscita) e il provocatorio Three Husbands, torna con un’altra commedia nera intrinsecamente horror: il genere più adatto a raccogliere le inquietudini e le isterie degli abitanti di HK, costretti a vivere in spazi minuscoli e costosissimi. Coffin Homes è un fuoco d’artificio di invenzioni visive macabre e satiriche, tra citazioni e autentici tocchi da maestro, tutto spinto ad un’altissima velocità e con generosi guizzi di nonsense. Eccentrico e politico, in perfetto stile Fruit Chan, Coffin Homes lascerà sicuramente il segno nella filmografia (e anche nella poetica) di uno degli autori cinesi più ribelli e anticonformisti.

F come FEFF, F come fumetto. Ritorna il fumetto in collaborazione con Canicola: dopo la realizzazione di esposizioni dedicate ad autori giapponesi, cinesi e coreani, tra i quali Yan Cong, Yuichi Yokoyama, Ancco, Zuo Ma, Yoshiharu Tsuge, il FEFF inaugura un nuovo ciclo di iniziative con due incontri sull’immaginario giapponese attraverso le parole di Dario Moccia l’apprezzato streamer e autore di Big in Japan, il Konami code delle guide di viaggio in Giappone, e di Igort, il primo occidentale invitato in Giappone a scrivere e disegnare i propri manga, che sarà ospite al festival Vicino/Lontano. Gli incontri saranno moderati da Vincenzo Filosa, cultore e traduttore di manga, autore di Viaggio a Tokyo,che durante le giornate del Festival realizzerà un diario a fumetti sull’atmosfera festivaliera e su alcune sue visioni di film. Quest’anno il bookshop ospiterà, inoltre, una ricca e accurata selezione di graphic novel orientali e gli incontri saranno occasione per annunciare l’omaggio del prossimo anno al maestro Shigeru Mizuki nel centenario della nascita.

Web Snake. Ricordiamo che oggi, 9 giugno 2021, prenderà il via la campagna accrediti per l’edizione digitale del FEFF 23. Il nuovo accredito Web Snake sarà valido per l’intera durata del Festival online e, ovviamente, solo per le proiezioni in streaming. Dei 63 film della line-up, 32 saranno disponibili online per il territorio italiano, 23 saranno disponibili worldwide, 6 in Europa e 3 solo offline. Maggiori info su www.fareastfilm.com.