Ci vuole tempo per il riambientamento! Briciole post pandemiche (o quasi)

09.06.2021 – 13.00 – La vita senza regole e restrizioni è durissima! Ormai ci eravamo quasi affezionati alla cortina di ferro e adesso tutta questa libertà ci spaventa.
Siamo spaesati, in balia di un’anarchia che non ci appartiene più. La prima settimana bianca è stata estenuante, tanto che non sono riuscito a godermi un solo minuto sdraiato sul divano. Come se non bastasse il weekend, c’era persino una festività intermedia a destabilizzare gli animi dei reclusi e a minacciare i loro visi pallidi e le loro pelli emaciate! E poi il sole…troppo sole…accecante, caldo, detestabile!
Caro ministro della sanità, che ha fatto del riambientamento sociale il suo cavallo di battaglia, non è così che si aiuta la gente! Era novembre il mese giusto per questo, non giugno!
L’abolizione del coprifuoco è stato il colpo basso più doloroso.

Ha sconvolto le menti degli appartenenti al popolo della notte, pronti a riaffacciarsi timidamente all’aria aperta e a riveder le stelle, come in una moderna Divina Commedia! L’orario delle 22 sembrava un limite invalicabile, al quale ci eravamo affezionati. Quando la prima serata si profilava noiosa o magari l’appuntamento tanto atteso si rivelava un mezzo disastro, arrivava l’ancora di salvezza del rientro coatto ai domiciliari. Alle 22 dovevi essere già dietro la porta blindata in ciabatte e mutande, quindi tra tragitto, parcheggio, marciapiede da percorrere, ascensore sempre fermo all’ultimo piano, alle 21 almeno indossavi il giubbotto e scalpitavi per salutare la compagnia, ed eri salvo. Non servivano più scuse come “ho mal di testa” o “domani devo alzarmi presto” o “ho il cucciolo da portare fuori”. Potevi semplicemente mostrare l’orologio e si creava il fuggi fuggi generale. Ora tutto ciò non si poteva più fare, bisognava ingegnarsi di nuovo per trovare un’opportunità di rientro precoce e non sfondarsi di spritz e noccioline tostate fino all’alba.

Beh…la soluzione migliore resta sempre quella di trovare una compagnia piacevole all’altezza che ti faccia scordare il tempo, e da quel punto di vista io sono sempre attento a farlo, quindi l’abolizione del coprifuoco mi ha turbato un po’ meno rispetto ad altri, al limite turberà le donne che invito ad uscire.
Insomma, non è stato facile scollinare questa prima settimana di anarchia. Non è stato facile per le persone, che si sono ritrovate improvvisamente con la tentazione di gettare le mascherine, di toccarsi l’avambraccio, di sedersi al tavolo in cinque ( con almeno 3 magri però), di non disinfettarsi le mani tra una patatina fritta e l’altra! Non è stato facile nemmeno per i ristoratori capire che la normalità stava rientrando a far parte delle nostre vite. E gli esempi sono stati subito eclatanti. In un simpatico bistrot barcolano dovevi bere la birra col cronometro che incombeva, perché c’era fretta di liberare il boccale per il cliente successivo!

In un localino fuori provincia nella piazza principale invece, un improvviso desiderio da languorino dopo teatro era rimasto inespresso a causa di cucine chiuse già da un’ora abbondante, e latitavano pure panini, pizzette e toast, nella frenesia di mandare tutti a casa, prima che Morfeo si impadronisse del gestore! Vabbè dai… in fondo non hanno lavorato solo per 8 mesi, che fretta c’è di riprendere a pieno ritmo? Ci vuole un po’ di rodaggio, almeno fino al nuovo lockdown di ottobre! Non ho esperienza diretta, ma credo che anche le forze dell’ordine avranno bisogno di un corso di riaggiornare i parametri di lavoro. Non sarà facile riabituarsi a far rispettare il codice della strada al posto di quello deontologico. Dedicarsi nuovamente ad alcoltest e rilevatori di velocità, al posto di certificazioni e stati di parentela.
Per rendere meno traumatico il passaggio epocale, o almeno stagionale, a questo nuovo status di riambientamento, si è pensato di togliere dalla naftalina l’assistente civico, quella creatura mitologica metà prete confessore e metà ausiliario del traffico!

Caratteristiche essenziali per svolgere tale improbo lavoro saranno: simpatia simile a Librandi Toscani e Travaglio, in un’ospitata a Rete4. Sprezzo del pericolo pari a quello dei rappresentanti di governo quando parlano di “bene del paese”. Ma soprattutto velocità e atletismo da Usain Bolt, per quando decideranno di rimproverare una decina di loschi figuri, ubriachi marci, perché tenevano i gomiti sul tavolo!
Le problematiche sono tante. Non è facile riabituare gli zombie alla vita sociale. Credo comunque che la seconda settimana andrà meglio, l’entusiasmo crescerà e l’ansia da prestazione diminuirà. Forse è presto per dirlo, ma io credo che “#celafaremo” e che “#iorestofuori”!

[M.L]