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sabato, 21 Maggio 2022

Impresa Mader sugli Appennini, Valter nuova maglia rosa

13.05.2021-20.50 – È lo svizzero della Bahrein Gino Mäder a vincere il primo vero arrivo in salita del Giro d’Italia 2021: sull’arrivo di Ascoli Piceno, l’elvetico concretizza il grande lavoro fatto per tutta la tappa da Mohoric e resiste al ritorno prepotente di Bernal, Martin, Evenepoel e Ciccone, arrivati in volata dopo aver spezzato il gruppo degli uomini di classifica (nel quale resiste fino alla fine anche un grande Nibali). Il vincitore di Ascoli indosserà anche la maglia azzurra del miglior scalatore. Crolla il friulano De Marchi, che perde tantissimi minuti già dopo il primo GPM e giunge sul traguardo con oltre 20′ di ritardo dai primi, con la maglia rosa che passa sulle spalle dell’ungherese Valter. I primi quattro della classifica generale sono anche i primi quattro della classifica giovani, segno della qualità della nuova generazione di ciclisti.

Dopo il triste epilogo della quinta tappa in cui aveva perso il proprio capitano, la Bahrein reagisce e grazie al lavoro di Mohoric e alla tenacia di Mäder porta a casa il difficile tappone appenninico di Ascoli Piceno, antipasto delle tappe alpine della terza settimana, reso ancora più complicato anche dal meteo. Ancora una grande giornata di lavoro per Ganna, messo a tirare fino all’inizio dell’ultima ascesa dalla Ineos, ma si segnalano anche Ciccone, in grado di ribattere agli attacchi di Bernal, Nibali – che regge il ritmo della Ineos per tutta la tappa – e Cataldo, che si arrende solo negli ultimi 5 chilometri all’attacco decisivo di Mäder. Per la prima volta dall’inizio del giro, nessun italiano figura sul podio di tappa, con Ciccone che arriva comunque quinto seguito da Caruso.

Grotte di Frasassi-Ascoli Piceno: la cronaca della sesta tappa

Le numerose cadute avvenute nel caotico finale della quinta tappa fanno vittime illustri e, alla partenza di Frasassi, non si presentano Landa, Sivakov, Bidard (usciti tutti e tre con una frattura della clavicola, con Landa che ha riportato anche la rottura di tre costole) e la maglia azzurra Dombrowski, con l’italiano Albanese che torna a indossare il simbolo del primato nella classifica degli scalatori. La partenza della tappa, caratterizzata da qualche saliscendi non troppo pesante, si presta agli attacchi di alcuni corridori, che infatti provano a scappare. Il tentativo dei primi attaccanti viene però ripreso dopo pochi chilometri. Il ritmo è altissimo: tanti provano a spezzare il gruppo, tra cui Ganna e Bettiol, e alcuni ciclisti perdono contatto in coda, ma il tentativo buono è quello che avviene dopo circa un’ora di corsa, quando parte un drappello di sei atleti, tra cui figurano Mäder, Mohoric e Cataldo. A tenere il passo degli attaccanti sono solo Mollema e Bouchard, mentre il gruppo lascia andare la fuga, il cui vantaggio lievita rapidamente superando i 5′.

Il meteo fa le bizze: la pioggia va e viene, costringendo i ciclisti a indossare e togliere gli impermeabili. Il primo GPM è quello di Forca di Gualdo, dove tra i fuggitivi (diventati otto dopo che i sei battistrada sono stati ripresi dai due inseguitori) passa per primo Bouchard, mentre nel gruppo trainato dalla Ineos e dalla DSM qualche corridore inizia a perdere contatto negli strappi che intervallano i primi due GPM. Tra questi, soffre la maglia rosa De Marchi, che si ritrova proprio in mezzo al buco formatosi tra la parte “alta” del gruppo e gli atleti che si staccano, senza gregari ad assisterlo; il Rosso di Buja perde così oltre 1′ rispetto al gruppo trainato dalla Ineos ad alto ritmo. Il primo a transitare al GPM di Forca di Presta è Mohoric, ma nella discesa che segue la vetta l’asfalto bagnato e il vento regalano brividi, con Mollema che rischia tantissimo, mentre il ritardo dei primi inseguitori scende inesorabilmente grazie al forcing della Ineos.

Il duo Bahrein Mohoric-Mäder, trainato soprattutto dallo sloveno, prova a prendere vantaggio in discesa, ma è tallonato da Cataldo e Mollema e il vantaggio del quartetto sugli ex compagni di fuga sale intorno al minuto, mentre dal gruppo principale scattano Bettiol, Ciccone e Bardet, che prendono una trentina di secondi di vantaggio rispetto al gruppo Ineos. La maglia rosa sprofonda a quasi 5′ dai primi, accompagnato ora solo dal compagno della Israel Bevin. Il meteo continua a peggiorare e le temperature scendono, rendendo ancora più complicate le condizioni della gara. Il gruppo dei primi inseguitori inizia a sgretolarsi e viene gradualmente ripreso e superato da Ciccone, Bettiol e Bardet, ma nel gruppo degli uomini di classifica la Ineos, ancora praticamente al completo, continua il proprio magistrale lavoro con Filippo Ganna in grande spolvero. La locomotiva di Verbania ricuce il gap del gruppo rispetto al drappello di Ciccone, che viene ripreso poco prima del traguardo volante di Ascoli, dove il gruppo transita con 2’45” di ritardo rispetto alla testa della corsa, che si appresta invece a iniziare la salita finale. Il ritardo di De Marchi sale ancora: l’ormai ex maglia rosa è indietro di circa 9′.

Lo sloveno Mohoric, dopo aver trainato fino ai piedi dell’ultima ascesa il compagno Mäder, alza bandiera bianca e si stacca dal gruppo di testa, ma anche nel gruppo degli inseguitori la selezione inizia sin dai primi metri, con la Ineos che continua a imprimere un gran ritmo, sempre con Ganna in testa. In coda si rischia tantissimo: l’ammiraglia della BikeExchange investe il ciclista belga della Deceuninck Serry, che per fortuna riesce a riprendere senza problemi la corsa. I tre di testa riescono a difendersi bene, giungendo ai -10 all’arrivo con un vantaggio superiore ai 2′, mentre, dopo tante ore in testa a tirare Ganna conclude il proprio lavoro proprio nel momento in cui il gruppo riprende uno stoico Mohoric. Adesso è Castroviejo, alternandosi a Moscon, a fare l’andatura in gruppo, con il vantaggio dei battistrada che scende per la prima volta sotto i 2′, quando inizia il tratto più difficile della salita, ai 5 chilometri all’arrivo.

A tirare il gruppo (dove figurano anche un buon Nibali, Ciccone e Formolo) è ora la Deceuninck di Remco Evenepoel, mentre il terzetto di testa continua a perdere terreno, con il vantaggio dei battistrada che scende ora a poco più di 1′. Lo svizzero Mäder tenta il tutto per tutto e scatta, mentre dal gruppo tenta di venire fuori Martinez Poveda. Hindley (secondo al Giro 2020) molla e si stacca dal gruppo insieme a Moscon, mentre in casa Deceuninck Almeida veste definitivamente i panni del gregario e guida la salita del compagno Evenepoel. Bernal si muove per sorprendere i rivali, ma Ciccone, Evenepoel e Martin riescono a tenere la sua ruota, riprendendo anche Mollema e Cataldo, mentre Mäder supera la linea dell’ultimo chilometro con circa una trentina di secondi di margine. Lo svizzero della Bahrein riesce a tagliare il traguardo dopo un interminabile ultimo chilometro, mentre a vincere la volata per il secondo posto è Bernal con Martin sul podio, ma a indossare la maglia rosa è l’ungherese Valter.

Ordine di arrivo tappa:
1- Mäder (Bahrein), in 4h17’52”.
2- Bernal (Ineos), a 0’12”.
3- Martin (Israel), s.t.
4- Evenepoel (Deeceuninck), s.t.
5- Ciccone (Trek), a 0’14”.
6- Caruso (Bahrein), a 0’25”.
7- Martinez Poveda (Ineos), s.t.
8- Soler (Movistar), a 0’27”.
9- Carthy (Education First), a 0’29”.
10- Vlasov (Astana), s.t.

Classifica generale (maglia rosa) dopo tappe:
1- Valter (Groupama), in 22h17’06”.
2- Evenepoel (Deceuninck), a 0’11”.
3- Bernal (Ineos), a 0’16”.
4- Vlasov (Astana), a 0’24”.
5- Vervaeke (Alpecin), a 0’25”.
6- Carthy (Education First), a 0’28”.
7- Caruso (Bahrein), a 0’39”.
8- Ciccone (Trek), a 0’41”.
9- Martin (Israel), a 0’47”.
10- Yates (Time BikeExchange), a 0’49”.

Classifica a punti (maglia ciclamino) dopo tappe:
1- Nizzolo (Team Qhubeka), 72.
2- Viviani (Cofidis), 68.
3- Merlier (Alpecin), 58.
4- Ewan (Lotto Soudal), 56.
5- Sagan (BORA Hansgroe), 50.

Classifica scalatori (maglia azzurra) dopo tappe:
1- Mäder (Bahrein), 26.
2- Bouchard (AG2R9, 18.
3- Albanese (EOLO Kometa), 16.
4- Taaramäe (Intermarché), 13.
5- Mohoric (Bahrein), 10.

Classifica Under25 (maglia bianca) dopo tappe:
1- Valter (Groupama), in 22h17’06”.
2- Evenepoel (Deceuninck), a 0’11”.
3- Bernal (Ineos), a 0’16”.
4- Vlasov (Astana), a 0’24”.
5- Martinez Poveda (Ineos), a 1’06”.

di Epifanio Romano

 

 

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