Con meno smart working dipendenti pubblici e bar iniziano a respirare

04.05.2021-11.19 – Il ritorno in ufficio di circa 10.000 dipendenti pubblici, con il parziale addio da ieri dello smart working, fa felici baristi e ristoratori da tempo privati di una larga clientela per colazioni e pranzi.

Lo smart working nella Pubblica Amministrazione non scompare, è stato prorogato in modalità semplificata fino al 31 dicembre di quest’anno, ma i dirigenti hanno piena libertà nell’organizzazione degli uffici. Il richiamato art. 1 del D.L. 56/2021 ha eliminato la soglia minima di ricorso al lavoro agile prevista in precedenza e che era pari al 50 per cento del personale. Come specificato dalla Circolare della funzione pubblica n. 3 del 2020, il richiamato art. 263 ha consentito quindi alle amministrazioni di prevedere il rientro in servizio anche del personale non adibito ad attività indifferibili ed urgenti. Tuttavia, rimangono i Pola (piani per l’organizzazione del lavoro agile) con una misura minima che scende al 15% per chi lavora da casa.

Per alcuni locali il servizio ai dipendenti della Pubblica Amministrazione può valere anche il 50 o 60 per cento delle entrate. Il ritorno al lavoro in presenza di questa categoria significa quindi un primo segnale di normalità dopo tanto tempo di chiusura. Una novità che, insieme ai dipendenti dei servizi privati, inizia a far girare l’economia di tanti esercizi e regala ai lavoratori un po’ di quella socialità per tanto tempo negata. Sono molte le persone a cui è mancata la libertà di potersi godere una semplice pausa caffè al bar. Nonostante ci sia stato un velocissimo adattamento da parte della popolazione allo smart working, è stato comunque un periodo sofferto per la mancanza di rapporti interpersonali necessari non solo all’essere umano in quanto tale ma indispensabili anche in ambito lavorativo.

[l.f]