Omnibus: in Aula esame ddl 130 riparte con formazione, lavoro e scuola

30.04.2021 – 09.00 – La formazione, l’occupazione, la scuola e le sue problematiche, accentuate dalla necessità di una didattica a distanza prima e di un rientro in classe in sicurezza dopo. I lavori del Consiglio regionale, presieduto da Piero Mauro Zanin, si sono aperti affrontando queste tematiche, sollevate dagli emendamenti al Capo V del disegno di legge 130 Omnibus che l’Aula sta esaminando per il terzo giorno di seguito. La prima discussione è nata dalla richiesta dell’assessore regionale a Lavoro e Famiglia, Alessia Rosolen, di escludere l’obbligo di accreditamento per le Aziende sanitarie regionali quando erogano corsi di formazione per le professioni di interesse sanitario, una esclusione che ha trovato la perplessità del Pd, che ha votato astensione all’emendamento.

Tutti d’accordo invece sul consentire, ancora come voluto dall’assessore Rosolen, la partecipazione alle attività connesse al Docuscuele (il centro regionale di documentazione, ricerca e sperimentazione didattica per la scuola friulana a disposizione di insegnanti, alunni e famiglie) a soggetti quali l’Agenzia regionale per la lingua friulana (Arlef), l’Ufficio scolastico Fvg, l’università di Udine e ogni altro soggetto pubblico o privato di comprovata esperienza e competenza nel settore. Abrogati i contributi, previsti nell’articolo 52, a favore del Bic Incubatori Fvg di Trieste con un emendamento a firma Mauro Bordin (Lega), la stessa mossa non è riuscita a Mauro Capozzella (M5S) che avrebbe voluto fosse cancellato l’articolo 53 con cui la Regione recepisce la sentenza della Corte costituzionale di dicembre 2020 che ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 77 della legge regionale 18/2005 sull’occupazione, la tutela e la qualità del lavoro ove prevede, al comma 3 quinquies, il requisito di residenza continuativa di 5 anni sul territorio regionale per avere diritto a una misura volta a favorire la stabilizzazione dei lavoratori.

La Giunta, nel ddl 130, modifica la previsione dei 5 anni affermando che il contributo sarà modulato sulla durata del domicilio fiscale del lavoratore. “Abbiamo voluto declinare il principio di rilevanza territoriale in favore delle assunzioni e delle stabilizzazioni”, ha detto l’assessore motivando la scelta dell’Esecutivo regionale. L’espressione però non ha convinto le Opposizioni, che l’hanno respinta ma senza successo. da gia(Pd) ha, invece, accolto di rivedere la sua proposta di concedere un contributo all’Ufficio scolastico regionale affinché stipuli contratti di consulenza e assistenza tecnico-informatica per gli istituti che ne facciano richiesta. Un’ipotesi simile è già allo studio della direzione dell’assessore Rosolen, da inserire nel disegno di legge di stabilità di luglio. Da qui la richiesta di ritirare l’emendamento e farne un ordine del giorno.

(c.s.) d.g.