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sabato, 5 Aprile 2025

La nevicata sullo Zoncolan rallenta i lavori per il Giro d’Italia

Enzo Cainero: ““Non è un lavoro semplice ma lo Zoncolan è così bello che si può lavorare per lui”

27.04.2021-08.50 – Sullo Zoncolan, i lavori di preparazione per accogliere la tappa del Giro d’Italia stanno procedono velocemente, ma, evidentemente, bisogna fare i conti anche con questa bizzarra primavera. Dalla splendida giornata assolata di domenica, si è passati in meno di 24 ore ad un lunedì sotto la neve.

Enzo Cainero, organizzatore delle tappe regionali della corsa rosa, è preoccupato per i tempi molto stretti e questa improvvisa virata delle condizioni climatiche. Ieri sembrava di essere tornati in inverno. Una volta presa visione dello stato delle strade potranno iniziare a risolvere i problemi organizzativi che sono sorti a causa del maltempo.

Tuttavia, ciò che più preoccupa Cainero, in questo momento, è il numero di persone che potranno supportare in una condizione in cui le misure anti Covid di restrizione e contenimento regnano sovrane. Si preannuncia un lavoro molto delicato da un punto di vista organizzativo che va dalla gestione dei parcheggi al posizionamento degli spettatori. Come per la maggior parte degli eventi pubblici anche in questo caso emerge il discorso dei numeri contingentati. Da un calcolo approssimativo sono già state conteggiate un migliaio di persone fisse tra personalità e addetti ai servizi. L’idea iniziale di poter ospitare un pubblico che variava tra i 30/50 mila visitatori è un pensiero ormai remoto. Secondo le previsioni di Cainero, rispetto alle possibilità di gestione attuali, si spera di poter raggiungere un numero variabile tra i 3.000 ed i 5000. Oltre non sarebbe possibile andare.

Sabato 22 maggio, la corsa partirà da Cittadella, entrerà in Carnia dal Rest, con passaggio a Priuso, Enemonzo, Villa Santina per poi dirigersi in Val But passando per le frazioni tolmezzine di Caneva, Casanova e Terzo, poi Zuglio, Arta Terme. Da Sutrio in poi inizierà l’ascesa verso il temuto Zoncolan.

L’esperienza avrà, nell’organizzazione e nella gestione dell’evento da un punto di vista turistico, delle similitudini con quella del monte di Muris ma sarà meno codificata date le circostanze dovute alla pandemia e la necessità di operare contingentati.

[l.f]

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